Living Cinema

Karnawal (2020) di Juan Pablo Félix

In Nicheldome on 18 marzo 2021 at 13:29

Il giovane Cambra passa il confine tra la Bolivia e l’Argentina per vendere una pistola. Con il ricavato si compra un paio di stivali per ballare il malambo, una musica tradizionale argentina che assomiglia alla fusione tra il tango e il tip tap.

Cambra è il solista del suo gruppo di ballo, e tra qualche giorno c’è un importante concorso nazionale al quale deve partecipare, ma per il quale non riesce ad allenarsi: il padre ha avuto un permesso di 3 giorni di libera uscita dal carcere, ed ha chiamato la madre di Cambra per avere indietro la sua auto. La madre chiede al figlio di accompagnarla, ritrovandosi di nuovo coinvolta nelle faccende illegali dell’ex marito, che trascina con lei anche il figlio, e il nuovo compagno di lei.

Storia di formazione, quella cioè di un giovane che vive con una madre che gli propone due modelli di padre, quello delinquente del quale è ancora innamorata e il nuovo compagno più quadrato con il quale si sente comunque al sicuro; due modelli tra i quali il giovane dovrebbe scegliere, nonostante abbia ormai un sogno che appartiene solo a lui: la danza.

Esordio non indifferente per Juan Pablo Felix, che arriva a questo Karnawal dopo aver fatto lo stunt sul film spagnolo Il commissario Torrente – Il braccio idiota della legge (2011) di Santiago Segura, senza cioè alcuna esperienza di regia, e che si ritrova a dirigere un cast internazionale con il grande attore cileno Alfredo Castro nei panni di El Corto, il padre di Cambra (cui da il volto il giovane e bravo Martin Lopez Lacci) in un film destinato ad una fetta di pubblico abbastanza ampia, trattandosi di un film di formazione (e quindi target adolescente) ma interpretato da ottimi attori adulti.

C’è il tema della famiglia, il contesto del confine, la danza come forma di evasione, in una sorta di Billy Eliot (2000) di Stephen Daldry, ma dall’altro lato dell’oceano, in una storia dal sapore delinquenziale ma che tutto sommato non fa male nessuno, considerando tutte le pistole che si vedono in scena e delle quali nessuna rispetterà la regola di Hitchcock. Presentato al Noir In Festival 2021, l’ho sentito un po’ fuori contesto rispetto al genere, sebbene immagino sia stato presentato come atipico.

Un buon film per le scuole, un po’ macchinoso, ma con una gradevole alchimia tra i protagonisti, specialmente tra Monica Lirana e Alfredo Castro. Non sfigura nemmeno il quarto del gruppo, Diego Camoranesi nel ruolo del nuovo compagno della madre.

buona visione.

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