Living Cinema

I lacci troppo stretti di Daniele Luchetti.

In Nicheldome on 6 febbraio 2021 at 11:21

Sono probabilmente sbagliati, e questo è accaduto perchè qualcuno ha sbagliato ad insegnare come legarli. Sono probabilmente troppo stretti, e questo perchè la lealtà è una virtù che alla lunga può logorare. Sono probabilmente anche troppo sottili, sebbene non si possa reciderli del tutto. Sono i lacci, quelle corde sottili che negli anni diventando il tessuto delle nostre relazioni e che ci tengono legati per tutta la vita.

Aldo e Vanda ne hanno stretto uno che li sta soffocando, e si chiama matrimonio, un legame che quando la storia ha inizio, è già in piena crisi. La loro relazione infatti oscilla tra Napoli e Roma, nella città in cui vivono e crescono i loro due figli, e la capitale dove Aldo sta facendo carriera alla radio, e dove ha conosciuto Lidia, la sua amante. Vanda lo caccia di casa, perde la testa, poi prova in tutti i modi a recuperare la sua presenza in famiglia, ma è tutto inutile, perchè anche usando spesso i figli come scudo, di fronte a quella che è tutto sommato una sua debolezza, l’incapacità di recidere questo legame, di abbandonare questa relazione, trova nel suo compagno solo un muro di tiepida rassegnazione, legata a sua volta ai due figli avuti con lei.

In questo tirare e allentare la tensione matrimoniale, sono proprio i figli a soffrire di più questa condizione di soffocamento cui i due genitori non sanno dare una soluzione: un padre che gli sta accanto ma che sogna di fuggire altrove, ed una madre che li usa per vincere una battaglia persa. Una sofferenza che solo la ribellione, la rescissione di quel malato cotone ombelicale che li lega alla sofferenza dei genitori, può davvero liberare.

C’è tanta carne al fuoco in Lacci (2020) il nuovo film di Daniele Luchetti, un film asfissiante e con pochi difetti, un seguirsi di micro momenti pungenti con dialoghi efficaci e silenzi che sono ferite. Un film scomodo che sceglie di affrontare il matrimonio di petto, senza un briciolo di speranza, portandoci all’interno di una coppia che non si ama, senza il filtro dell’inizio di questa relazione, e senza un finale che allenti una tensione costante di cui i protagonisti ci fanno partecipi. Un meccanismo a strozzo ben riuscito, dove però la bilancia sembra, nonostante tutto, pendere a favore di Aldo, vittima paziente sia di un secondo innamoramento che di questo legame che non riesce a recidere e che lo tiene legato ad una, tutto sommato, instabile (e ferita) Vanda.

Giovanna Mezzogiorno

Cast da cinque stelle: Vanda è interpretata da Alba Rohrwacher (strepitosa) e poi da Laura Morante; Aldo ha il volto di Luigi Lo Cascio e la sottomissione di Silvio Orlando. E ancora, i due figli (ormai adulti) sono intercettati da una coppia che funziona molto bene: Adriano Giannini e una quasi irriconoscibile e potentissima Giovanna Mezzogiorno (rivelazione personale del film).

buona visione.

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