Living Cinema

La candidata ideale (2019) e la commedia amara delle donne arabe.

In Nicheldome on 4 febbraio 2021 at 16:10

La giovane dottoressa Maryam Alsafan dovrebbe prendere un volo per partecipare ad una importante conferenza per la sua carriera, ma il permesso di viaggio è scaduto e per accedere agli uffici che potrebbero rinnovarglielo, deve fare una paradossale domanda di candidatura per le imminenti elezioni comunali. Compilato il modulo purché le venga rinnovato il permesso di viaggio, quando Maryam capisce che non le può essere rinnovato nei tempi e che ha perso ormai la possibilità di partecipare alla conferenza, prende allora sul serio la propria candidatura, coinvolgendo anche le sorelle nella breve ma intensa campagna elettorale.

Haifaa Al Mansour

Opera prima della regista Haifaa Al Mansour, considerata a sua volta la prima donna dietro la macchina da presa in Arabia Saudita, La candidata ideale (2019) è una commedia araba abbastanza mainstream, costruita principalmente attraverso poli opposti che si respingono per tutto il film, fino a combaciare nel classico happy end, qui semplicemente smorzato rispetto alle aspettative, ma comunque abbastanza ottimista.

Il personaggio della giovane dottoressa, interpretato da una simpatica Mila Al Zahrani (anche lei dovrebbe essere al suo esordio) funziona nella sua determinata, ostinata voglia di portare avanti inconsciamente la propria candidatura, nonostante un’interpretazione un po’ monocorde anche quando inizia prendere consapevolezza del proprio percorso.

Perchè se è vero che Maryam inizia questo percorso politico per sbaglio, e lo prosegue mossa da un interesse tutto sommato personale (asfaltare la strada che porta all’ospedale dove lavora) ad un certo punto si accorge che in gioco c’è qualcosa di più di un breve tratto di strada, e che il viaggio da affrontare è ancora più lungo, e che porta alla consapevolezza della condizione della donna all’interno di una società maschilista che non le concede il giusto spazio, punto sul quale il personaggio purtroppo cala man mano che ci avviciniamo all’esito delle elezioni.

Non a torto infatti, in questa scelta da parte della storia di non appesantire troppo il lato politico di questa avventura, la narrazione vira inspiegabilmente sulla musica, sulla storia parallela cioè del padre di Maryam, vedovo, musicista in tour, “ossessionato” dalla figura della moglie, ex cantante. Molto riuscite sono le figure delle due sorelle, che contribuiscono a far oscillare sempre l’ago dell’umore più sulla commedia che sul dramma. Il momento più efficace del film è sicuramente l’intervista televisiva, dopo il quale momento la tensione inizia inspiegabilmente a calare man mano. La candidata ideale tutto sommato è film piacevole, semplice e snello, capace di lanciare spunti di riflessione senza calcare troppo la mano.

buona visione.

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