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Il fenomeno Femina Ridens

In Nicheldome on 24 aprile 2020 at 13:42

Piero Schivazappa non ha fatto una lunga carriera, sopratutto al cinema visto che ha  lavorato di più in televisione facendosi carico di serie tv brevi. Però Schivazappa ha consegnato al cinema italiano una piccola perla come il film Femina ridens (1969).

Schermata 2020-03-24 alle 13.26.19E’ la storia di un sequestro, quello da parte del potente industriale Sayer (Philippe Leroy) che narcotizza e porta nella sua villa la segretaria Maria (Dagmar Lassander) per sottoporla a un weekend di sadismo e masochismo. Per l’industriale si tratta della prima volta con una persona reale, perché le altre volte aveva usufruito delle prestazioni di professioniste, retribuite per lasciarsi sottomettere.

1024full-the-laughing-woman-(1969)-screenshotPer Sayer si tratta di compiere un rito settimanale in cui confermare la propria autorità di maschio sulla donna. Maria però, dopo i primi tentativi nel resistere, o comprendere le motivazioni di un simile gesto (e che Sayer spiega come legate alla paura di non essere più utile come maschio) alla fine è costretta a cedere e si lascia sottomettere, accettando le regole imposte dal partner maschile.

Schermata 2020-03-24 alle 13.39.18Sarà proprio il suo atteggiamento consenziente a far cadere nella trappola Sayer, tentandolo senza mai concedendosi, ribaltando il suo ruolo di vittima e trasformandosi lei nella dominatrice della coppia. In un ultimo, simbolico rapporto in piscina, Maria lo soffocherà tra le sue gambe. Per il dottor Sayer è la fine, la sua morte, ma per lo spettatore non è ancora finita.

unnamedMaria in realtà non è la segretaria del ricco industriale, ma una ricca donna alla quale piaceva fare lo stesso gioco di Sayer, scelto a sua volta come vittima. E’ lei infatti la vera cacciatrice di maschi.

Siamo nel 1969 e Femina Ridens è sicuramente un film scomodo, sebbene sia oggettivamente incompleto sul tema caldo del momento, quello cioè della liberazione sessuale e del movimento femminista. E’ scomodo perché parte dal punto di vista  dell’uomo, presentato come molto sicuro di sé ma che si sente comunque minacciato, in pericolo rispetto al suo ruolo, e che cerca di difendersi.

486faf4f231c0c3ab76e20186ac7a2bdNel ribaltamento dei ruoli proposto dalla sceneggiatura però, non c’è una soluzione al conflitto tra uomo e donna, se non con la morte di una delle due figure, e che, con riferimento al titolo che dovrebbe essere l’animale della iena, diciamo che l’immagine della donna rimane comunque quella fatale (la vagina con i denti, lo  scheletro del protagonista).  La donna come fine della vita, non più solo come l’origine del mondo. la vagina.

0004CD96-l-origine-del-mondo-di-courbet-1886-museo-d-orsayQuando cito l’origine del mondo è perché nella strabiliante opera d’arte pop attribuita all’artista Niki de Saint Phalle, utilizzata nel film soprattutto nei titoli di testa, è comunque abbastanza dichiarato il riferimento ad altre opere più celebri come L’origine del mondo di Gustave Courbet.

Insieme tutta una serie di altre scelte artistiche pop, soprattutto di scenografia, c’è da fare oggettivamente invidia alla swinging London più celebrata: i titoli di coda sono abbastanza espliciti anche sulle ispirazioni e sulla produzione di pop art italiana.

La versione italiana del film è stata censurata di pochi metri: manca parte del discorso di Sayer a Maria mentre la obbliga a fare sesso con il manichino (e che potete vedere nel video qui sotto) e poi, tra qualche  sforbiciata qua e la, manca anche una mano di Dagmar Lassander che scende sui pantaloni di Philipe Leroy.

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La prigioniera (1968)

Femina Ridens è comunque un film fatto con due protagonisti e che nonostante questo tiene botta per la maggior parte del tempo, solleticato dalle musiche di Stelvio Cipriani, e mi ha ricordato l’ultimo film di Henri-Georges Clouzot, La prigioniera (1968), non solo per il rapporto sadomasochista tra i due protagonisti, ma anche per il ruolo dell’arte contemporanea, molto presente più a livello scenografico nel film italiano, addirittura parte centrale del tema principale e anche lato principale del carattere del protanosita nel film francese, trattandosi di un gallerista.

Femina_ridensMa quali sono le torture alle quali la donna è sottoposta, in questo tentativo di rivincita del maschio? Sono umiliazioni sostanzialmente, che affrontano il paradosso del femminismo (il sesso con un manichino maschile), ma che svelano anche la posizione discutibile del cacciatore: la lunga sequenza delle fotografie, in cui alla fine Philippe Leroy posa con il piede sulla preda, come in un safari.

Schermata 2020-03-24 alle 13.26.01E la stessa scena del lavaggio, in qualche modo andrebbe letta in maniera sessuale (e come non altrimenti?) e quindi anche  con tutta la sua violenza maschile, scegliendo l’elemento dell’acqua per ribaltare alla fine, ancora una volta, con la scena della piscina, dove il maschio muore tra le gambe bagnate della donna. Sono immagini non scelte a  caso, ma che hanno un loro senso, seppure banale e fin troppo parallelo (il vero difetto forse di questa storia).

Schermata 2020-03-24 alle 13.28.11Ma anche la scena nella sauna, quando è Maria a sedurre ormai Sayer, e il dettaglio della mano di Maria che  fa salire la temperatura del suo compagno, siamo in un cinema di altri tempi, fatto appunto proprio di allusioni per immagini, quando certi temi erano difficili da raccontare, senza rinunciare all’azzardo (non sono poche le allusioni alle masturbazioni nel film).

In questo il film è pieno di immagini oniriche allusive (il treno delle donne che suonano il sassofono).

31a85e1002af906c0e3fe2b0e83b58f7Dagmar Lassander nel ruolo di Maria con questo film diventa una vera e propria icona, ed è anche grazie probabilmente a Femina Ridens, tra i primi della sua carriera, ad aprirle le porte per un periodo felice in questi anni nel cinema italiano, stessa cosa anche per Philippe Leroy in questo film in versione ariana (forse l’unica cosa forzata del film, il capello biondo di  Leroy) è un film che comunque tende a mettere il maschio in secondo piano. Lo sono la prova tutto sommato le scelte anche di costume molto elaborate per il personaggio di lei e più ordinarie per quelle di lui.

Schermata 2020-03-24 alle 13.37.50Femina ridens è un film che comunque fa del fenomeno, della fenomenologia quindi, un modello che  diventa a sua volta fenomeno: decine i film che si ispireranno a  questo (a sua volta non può non vedere al film italiano per eccellenza sulla swinging London come Blow up (1966) di Michelangelo Antonioni, che fa dell’estetica pop a sua volta un fenomeno. Il gioco con la macchina fotografica tra i due amanti è un altro elemento in comune.

0016373322_10Celebre la colonna sonora, nella sua distribuzione tra i collezionisti contribuisce al successo di culto di questo film.

buona visione.

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