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Operazione diabolica (1966) di John Frankenheimer.

In Nicheldome, Videodrome on 5 marzo 2020 at 19:07

MV5BYjE4OTFjMDYtYjRjZi00NDExLWI1OTktZmIwZjg3NGYxNzVmXkEyXkFqcGdeQXVyMTI3MDk3MzQ@._V1_L’infelice Arthur Hamilton riceve una telefonata da un caro amico che credeva morto, e che invece gli chiede di raggiungere un luogo cambiando la sua identità in quella di Antiochus Wilson. Arthur accetta e si ritrova, a sua insaputa, cliente di una organizzazione che offre la possibilità di cambiare la propria vita, inscenando la morte fasulla di quella attuale e offrendo una nuova esistenza, con tanto di nuovi connotati e desideri.

captura-2017-04-22-17h52m44s381Detto fatto, e in poco tempo Arthur diventa il famoso pittore Wilson, alla quale nuova vita non riesce però ad abituarsi subito. A rendergli più facile questo cambiamento è la vicinanza di Emily, una donna con la quale il pittore inizia una relazione, ma nonostante tutti i tentativi da parte dell’organizzazione di facilitare la nuova vita scelta da Arthur, l’uomo sente di non riuscire a cancellare completamente il suo passato.

seconds6Decide allora, contro la volontà dell’organizzazione, di tornare dalla ex moglie fingendosi un amico del defunto marito, e scopre dalle sue parole come la sua infelicità era diventata palese anche agli occhi di lei. Non potendo accettare di essere morto con il matrimonio e l’appagamento dei desideri della prima vita, il neo pittore chiede allora all’organizzazione di rinascere un’altra volta ancora, con questa nuova coscienza acquisita. Purtroppo però, questo non gli è consentito, ed allora Arthur viene scelto per essere il prossimo cadavere necessario per inscenare la morte del prossimo cliente.

8115090-LSono rimasto molto colpito da questo film, e anche da un regista che sinceramente non ho mai seguito, ma nonostante il piacere della visione, credo che la maggior parte del merito vada al racconto originale dal quale il film è stato tratto, e che se da un primo momento ero quasi sicuro fosse di Richard Matheson (almeno per il tema) ho poi scoperto che l’autore è invece tale David Ely, del quale solo un altro racconto è stato trasportato in immagini, e per la televisione in questo secondo caso. Un autore che dovrei forse approfondire.

ThornyCapitalGermanspaniel-size_restrictedTornando al film, la regia di Frankenheimer è abbastanza solida, aderisce al testo con abbondante uso del grandangolo per aumentarne l’effetto distopico di alcuni ambienti, o la distorta visione del protagonista, spesso sotto effetto di qualcosa, che sia lo stress iniziale come l’effetto delle droghe che gli vengono somministrate, come durante la sbronza nella quale cede ai propri ricordi. Il risultato è un film altamente allucinato nella forma, lisergico nello spirito, ma con una coerenza papabile ad ogni inquadratura.

Seconds-BandagesMolto interessante è anche la messa in scena del cambio di connotati, raccontato attraverso l’uso dei disegni delle operazioni, così come è inaspettatamente azzardata la scena della vendemmia, con nudi integrali e quella che sembra l’allusione ad una vera e propria orgia di baccanali.

Seconds-Orgy-2Su questa sequenza mi sono sorti alcuni dubbi circa l’elaborazione degli avvenimenti che in quegli anni si stavano diffondendo proprio negli Stati Uniti, come appunto la liberazione sessuale alla quale la sequenza della vendemmia sembra alludere, e che in un certo senso non viene raccontata come una cosa positiva anzi, viene vissuta dal protagonista con una certa angoscia. Nonostante l’effetto liberatorio di  questo rito ancestrale, difatti si aprono per il protagonista nuove delusioni.

Ce5gOTTUUAAbfCJA parte questo punto, non del tutto chiaro, il film è comunque molto bello, con un finale davvero sconvolgente sia per la sorpresa finale che per la violenza con la quale viene filmata: le urla di Arthur/Antiochus in primo piano sono davvero efficaci. L’effetto è amplificato da quella che sembra una bodycam (utilizzata anche nel pedinamento iniziale come in alcune brevi riprese della festa), scelta tecnica in largo anticipo su quello che è uno dei migliori esempi di questo mezzo, ovvero la scena in cui Harvey Keitel si sbronza nel film Mean streets – Domenica in chiesa, lunedì all’inferno (1973) di Martin Scorsese.

seconds3-1-640x380Molto efficace anche la scelta del cast, con John Randolph nei panni dell’infelice borghese Arthur Hamilton e Rock Hudson nei panni del suo alter ego, il pittore Antiochus Wilson. Grazie a Seconds (questo il titolo originale del film) ho anche potuto rivalutare Rock Hudson come attore, sebbene mi sia venuto in mente tutte le volte Sylvester Stallone, con il quale ho visto una certa somiglianza (e limite).

51NJYKz8xLL._AC_Operazione diabolica è un film atipico anche perché parla dell’infelicità assoluta senza fronzoli e giri di parole, un film senza speranza che ammette la futilità dei desideri, ed in particolare modo, mette in discussione le basi del sogno americano. Un tema coraggioso, che di solito paga pegno nella distribuzione.

buona visione.

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