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La lezione di Moretti: Santiago, Italia (2018)

In Videodrome on 18 ottobre 2019 at 13:09

nanni_moretti-santiago_italia-3Sorpreso, emozionato, arricchito, speranzoso. E’ questo, sommariamente, il percorso di emozioni che mi ha fatto fare Santiago, Italia (2018) di Nanni Moretti, il suo ultimo lavoro documentario sul golpe cileno.

Santiago-Italia-Piero-De-MasiSorpreso. Il documentario inizia con una manifestazione cilena attuale e subito si passa, attraverso il montaggio netto, ad una manifestazione di quegli anni, gli anni in cui Salvador Allende diventa il portavoce di una sinistra libera che lo elegge, unita, alla carica più alta del suo paese, il Cile. Poi  una serie di teste parlanti che sembrano gli amici del regista (i primi a testimoniare sono per lo più infatti registi e intellettuali) mi fa vacillare verso una, seppur molto accurata, noiosa ricostruzione dei fatti, e invece arriva il capitolo dell’ambasciata italiana, e il film ti cade addosso con tutta la sua contemporaneità.

nanni-moretti-2Emozionato. Di fronte alla tragedia del golpe militare, del famigerato stadio in cui vennero rinchiusi gli intellettuali e gli antagonisti dell’appena nato governo militare  golpista, di fronte alle torture, di fronte alle sparizioni, scopri che in tutta quella tragedia è esistito un piccolo capitolo, un paragrafo forse, lungo un isolato, e che è stato scritto dall’ambasciata italiana, una di quelle che fino all’ultimo permise ai cileni di scavalcare  il muro di cinta, concedendogli asilo politico.

Santiago-Italia-Lambasciata-di-Santiago-del-Cile-1Sorpreso. Nel pieno dunque di un fermento di orgoglio nazionale misto al concreto valore emozionale che quella salvezza offerta aveva di fronte allo scempio politico che si stava attuando, Moretti ti fa scoprire, con la stessa semplicità con la quale fino a quel momento non ti sei mai veramente risposto sul perché la maggior parte degli intervistati parli così bene l’italiano, che la maggior parte di quelle persone che scavalcando il muro dell’ambasciata cercarono la salvezza, vennero poi portate in Italia, nel nostro paese, dove furono non solo accolti, ma integrati.

locandinaSperanzoso. La semplicità (in fondo è un documentario di “teste parlanti”, come si usa definire questo tipo di film con gergo cinematografico) di Santiago, Italia è disarmante, così come è profonda la ferita che scava dentro di noi, piano piano, facendo quello che spesso si dimentica di fare: arrivare alla radice del problema, farci  scoprire anzi che è da lì che bisogna partire, da problema, perché ci si possa riconoscere in un gesto poi, e dargli significato: l’accoglienza. La lezione Moretti è in realtà una masterclass sul documentario, di quelle davvero profonde che lascia speranza ad uno sguardo meno pornografico ma più diretto ai fatti di  quello che sta succedendo dall’altra parte del mare nostrum.

Da questo punto di vista, l’operazione politica di Santiago, Italia è da brividi.

“Io non sono imparziale”.

buona visione.

 

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