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Death of a President (2006)

In Nicheldome on 12 settembre 2019 at 18:12

death.jpgIl regista Gabriel Range ha avuto una buona idea qualche anno fa e nel 2006 l’ha realizzata. L’idea si basava su un semplice assurdo (e nemmeno tanto): cosa accadrebbe se venisse ucciso il Presidente degli Stati Uniti? Posta la domanda, la risposta è appunto il suo Death of a President, documentario in cui si ripercorrono le tappe dell’assassinio appunto proprio di George W. Bush, all’epoca del film Presidente in carica. Ovviamente non si tratta di un documentario basato su fatti veri, ma di un mockumentary, di cioè un finto documentario basato su un fatto falso.

deathofpresidentleadGrazie però a questo falso, Gabriel Range può così portare avanti il suo discorso, ipotizzando le eventuali risposte da parte degli Stati Uniti di fronte ad un simile avvenimento, fantasticando per esempio su un potenziale Patriot Act III, una sorta di upgrade del corrente Patriot Act siglato dopo gli attacchi dell’11 Settembre, che porterebbe da un lato ad una maggiore restrizione dei diritti del singolo cittadino, e dall’altro porterebbe ad una più facile manipolazione della verità, di fronte ad interessi bellici di diversa natura ed interesse geopolitico.

Detto così quello di Gabriel Range sembra proprio un bel film, ed in parte Death of a president ha le carte per mantenere tutte le promesse fatte, ma è purtroppo proprio sia nella costruzione degli eventi, che nelle fantasie dispotiche cui ci si dovrebbe abbandonare, che il film mostra le sue più grandi lacune.

Utilizzando infatti la tecnica delle interviste a posteriori il film non monta mai una vera e giusta suspence, e l’effetto è quello di partecipare ad un racconto di cui si ha già una certa consapevolezza (il Patriot Act per esempio). A questa mancanza di suspence si è provato ad ovviare con un montaggio un poco ruffiano (l’inizio sembra far alludere ad un gesto religioso, e invece nel finale viene ripetuta la stessa intervista ma incastrata nel giusto contesto) e con un twist finale che è rimasto più sulla carta che nel cuore dello spettatore.

27deat.600Quello che davvero sconforta è che non si arriva mai ad una vera e propria sorpresa che dovrebbe cogliere prima o poi lo spettatore dal momento in cui Bush viene assassinato (la cui sequenza è anche fin troppo lunga nell’economia del film). Questa mancanza di proposte originali e visionari sull’eventuale deriva dispotica che questo evento avrebbe potuto innescare, rendono il film un prodotto purtroppo davvero fine a se stesso.

Un secondo tentativo di recuperare il film avviene quando il discorso si sposta tutto sulla geopolitica, ed anche in questo caso senza che aggiunga niente di nuovo dalla vecchia passione degli Stati Uniti per gli interessi siriani.

Death-of-a-President-2006-3Girato come se fosse un reality televisivo, intervallato da interviste dal look altrettanto televisivo come quello classico alla History Channel per esempio, il film non eccelle nemmeno per soluzioni di regia, oltre ad un ventaglio di protagonisti sommariamente monotoni, noiosi.

Una occasione persa a mio parere, nonostante una idea poco originale ma sempre interessante che gli ha permesso comunque di vincere il Premio Speciale della Critica al Toronto Film Festival di quell’anno.

buona visione.

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