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1950 // 1959 – LE ALTRE CINEMATOGRAFIE (2)

In Il Tempo Ritrovato on 6 settembre 2019 at 11:44
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Cenere e diamanti (1958)

Anche in Polonia dopo la morte di Stalin in URSS, segue un periodo di disgelo come in quasi tutti i paesi satelliti del blocco dell’Est, ed esordisce con il film Generazione (1955) un regista presto simbolo del realismo politico polacco: Andrzej Wajda che dirige poi anche importanti film come I dannati di Varsavia (1957) e il plastico Cenere e diamanti (1958).

 

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Roman Polanski

È in questo decennio che s’intensifica la qualità produttiva del gruppo cinematografico di Kadr, diretto da Jerzy Kavalerovicz, e dal quale esce il regista Roman Polanski. È il cinema polacco di questo decennio soprattutto (e che prosegue anche in quello seguente) ad influenzare maggiormente tutto il cinema e la narrazione cinematografica dell’Est.

 

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Gamal Abdel Nasser

In Egitto con la rivoluzione del 1953 il governo passa nelle mani del colonnello Gamal Abdel Nasser ed a metà del decennio è creato il Ministero della cultura, molto attento alla produzione cinematografica. Pionieri del cinema egiziano sono considerati però due italiani: il documentarista Gianni Vernuccio e l’operatore Alvise Orfanelli, entrambi collaboratori e maestri di chi diventerà poi il primo grande regista di questo paese, Youssef Chahine (il cui vero nome è Yūsuf Shāhīn) esordiente proprio durante gli Anni 50. Nel 1957 è creato l’Organismo per il potenziamento del cinema egiziano con l’obiettivo di svecchiare l’impianto creativo delle pellicole nazionali.

 

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Syngman Rhee

In Corea del Sud il 25 giugno 1950 scoppia l’inevitabile conflitto tra le forze occupanti. Il territorio è devastato, distrutto, ed anche la produzione cinematografica viene letteralmente cancellata, tanto che si perdono le tracce di intere pellicole tutte antecedenti il 1945. Il presidente del paese è l’autocratico Syngman Rhee e durante la seconda metà degli Anni 50 la produzione cinematografica viene rilanciata passando da otto pellicole prodotte nel 1954 alle 108 del 1959. Il cinema diventa insomma la prima forma d’intrattenimento popolare tanto che sono costruiti i primi studios nazionali.

 

1064_bigIn Svezia i lavori del regista Ingmar Bergman fanno fare il salto di qualità alla cinematografia nazionale e grazie ai capolavori diretti in questi anni, incentrati sulla ricerca di risposte ai quesiti della vita, il regista si afferma come maestro di una scuola capace di influenzare intere generazioni di cineasti, non solo nel suo paese. È in questi anni che realizza due capisaldi della cinematografia mondiale: Il settimo sigillo (1956) e Il posto delle fragole (1957), quest’ultimo per di più interpretato da un altro grande regista, Victor Sjöström.

C1EgFlBXEAA4sr4A Cuba il 1° gennaio 1959 il comandante Fidel Castro conquista il potere con la sua rivoluzione rovesciando il governo di Fulgencio Batista, che lo aveva a sua volta ottenuto nel 1952 con un colpo di stato supportato dagli Stati Uniti. Sotto il nuovo governo, autoproclamatosi comunista, è istituito immediatamente l’Istituto cubano dell’arte e dell’industria cinematografica e ovviamente le prime produzioni affrontano unicamente i temi della rivoluzione.

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La ragazza dai capelli bianchi (1950)

In Cina l’ultima pellicola con struttura occidentale è realizzata proprio all’inizio del decennio, La ragazza dai capelli bianchi (1950) di Wang Bin Shui Hua, opera che comunque riprende il mito dell’eroe in chiave femminile al servizio della rivoluzione. Su questa lunghezza d’onda propagandistica, il decennio si conclude con La tempesta (1959) di Jin Shan, film che rievoca lo sciopero dei ferrovieri cinesi del 1923.

0003596-3-dvd-set-0815-195455-with-or-without-english-subtitlesNella Repubblica Federale Tedesca la situazione incomincia a riprendersi veramente solo dopo la metà degli anni ‘50. L’UFA è ricomposta e tra il 1958 e la fine del decennio l’istituto cerca con difficoltà di estendere un monopolio produttivo in tutto il paese. Unica pellicola degna di nota ma senza prosegui è 08-15 (1953) di Paul May capace di unire alla satira il dramma del III Reich.

odeon_fotogramaIn Argentina si può apprezzare in questi anni il film Dias de odio (1954) di Leopoldo Torre-Nilsson che in collaborazione con lo scrittore Jorge Luis Borges realizza un’opera tratta proprio da un suo racconto. La caduta del governo di Juan Domingo Perón nel 1955, getta però nell’oblio non solo il paese ma anche l’intero sistema produttivo cinematografico nazionale.

20marzoIn Tunisia l’indipendenza del paese è finalmente raggiunta il 20 marzo 1956. Fino a questa data capostipite della cinematografia nazionale è considerato Tahar Cheriaa.

In Finlandia la cinematografia è fiorente solo sul mercato interno, soffrendo la mancanza completa di interesse da parte dei mercati internazionali: la prima pellicola finlandese a venire proiettata in Italia è Il soldato sconosciuto (1955) di Edvin Laine.

In Svizzera un giovane cineasta fa gavetta con i documentari: Jean-Luc Godard, l’uomo che cambierà il cinema trasferendosi poco dopo in Francia e promuovendo l’ondata di contestazione della Nouvelle vague.

Los-olvidados-cartelIn Messico proprio all’inizio del decennio il regista spagnolo Luis Buñuel, dopo diverse pellicole di scarso successo, riesce finalmente a realizzare di nuovo un ottimo lavoro con I figli della violenza (1950).

In Turchia la legge a favore del cinema è firmata solo nel 1950 e da questa data in poi si può dire che inizia la sua storia cinematografica.

In Grecia la produzione di film è avviata già da qualche tempo e nel 1955 si possono contare oltre 550 sale in tutto il paese.

In Albania nel 1952 vengono inaugurati gli studios Nuova Albiana.

 

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