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True Detective 3 e l’effetto rimozione.

In Nicheldome on 26 marzo 2019 at 12:45
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True Detective 2

Non potevo perdermi la terza stagione di True Detective perché la prima è sempre la prima, e la seconda aveva un Colin Farrell così a palla da eclissare la sua compagna di indagine Rachel McAdams, sulla quale era stato invece puntato il jackpot della svolta narrativa. Non potevo perdermi le sorprese a cui ero stato abituato. 

 

true-detective-season-3-corn-brideCosì mi sono ritrovato invischiato, il tempo di un paio di episodi, in una indagine combo di quelle che hanno sia un morto e sia una persona scomparsa: jolly della serie è che sono entrambi bambini. Il morto poi, è trovato in una caverna in una posizione strana con delle bambole strane che fanno pensare subito, e per tutta la durata della stagione, che si tratti di qualcosa di strano… insomma, vogliamo dire qualcosa di satanico? E diciamolo! Perché quando le indagini si spostano da subito su un gruppo di ragazzi poco più grandi delle vittime, e uno di loro indossa una maglietta dei Black Sabbath quando lo vanno a interrogare e… cosa? Mi state prendendo in giro? è davvero una roba satanica? Facciamo un salto indietro allora, perché con True Detective funziona così.

True-Detective-3Ad occuparsi delle indagini è la solita coppia di sbirri, un bianco e un nero questa volta, dopo la coppia di bianchi della prima stagione e la coppia mista della seconda; una coppia che si muove lenta, con passo lento, come la provincia già marcia in cui tutto sta marcendo e in cui è bene sapere dove mettere i piedi; una coppia che fuma sigarette perché in quegli anni si poteva ancora fare ovunque, e questa cosa va detta sempre; una coppia che dovrebbe sapere fare il proprio mestiere, e a volte o lo fa troppo bene, o lo fa meglio, anche quando sbaglia.

true-detective-season-3_0Questa coppia ha due nomi: Stephen Dorff e Mahershala Ali ovvero un cane sciolto ed un egoista e maniaco del lavoro il secondo. Entrambi ex Vietnam, caratteristica che assieme a fiumi di alcool non guasta mai e va ad arricchire il jackpot sul quale ha puntato Nick Pizzolatto: sono due macchiette fino questo momento, se non fosse che il detective interpretato da Mahershala Ali soffre di demenza arrivato ad una certa età (il tempo presente nella serie) e ricordare un’indagine sbagliata che ha portato a condanne sbagliate e a morti inutili, e che soprattutto non ha ancora un colpevole, ricordare tutto questo, è davvero un gran casino per lui, ma è anche molto più facile per la scrittura di Pizzolato giocare questa volta puntando sul cavallo favorito: la memoria.

L’indagine diventa così un percorso a tranelli tanto per i protagonisti quanto per il pubblico, tranelli un po’ meno raffinati del solito e a volte posizionati come farebbe un bracconiere più che un cecchino.

dorff-true-detective-1551359902Che cosa rimane dunque di questa stagione? Rimane come sempre un grande set-up, una tempistica di battute fatti e movimenti che ormai sono una firma di questa serie, e la solita coppia ovviamente, una grande sorpresa Stephen Dorff, che veniva da una serie di film di scarso interesse, e una mezza delusione Mahershala Ali: visto recentemente anche in Green Book (2018) di Peter Farrelly (grazie al quale ha ritirato il Premio Oscar come Miglior Attore non Protagonista) e ripensando alla prima volta in cui mi capitò su uno schermo, credo di aver finito True Detective davvero sfiancato per l’ennesima volta di Remy Danton della serie House of Cards.

True-Detective-Season-3-Episode-5-Carmen-Ejogo-Mahershala-AliPrima di chiudere però, qualcosa è andato perso, perché così anche funziona True Detective: abbiamo perso la relazione tra il detective Wayne Hays (Mahershala Ali) e la sua compagna scrittrice Amelia (Carmen Ejogo) perché doveva aggiungere qualcosa di più intimo al personaggio, una famiglia intera per esempio, cosa che manca al collega, ma questa ulteriore caratterizzazione forse non è andata perduta, non sì è persa, forse è solo stata volontariamente rimossa, per dove ha portato, così come è stata rimossa la soluzione del caso.

Julie_Purcell_True_Detective_Season_3Entrambi non persi, ma rimossi e non per paura di far spoiler, ma perché è giusto che io abbia fatto così, è giusto che io non voglia ricordare come finisce arrancando la terza stagione, con il passo lento di due detective ormai anziani che vogliono ancora provarci (trucco e costume hanno avuto molto lavoro).

Intanto, qualcuno vuole scommettere sul gender per la quarta stagione?

buona visione.

PS: La rimozione, nella psicoanalisi, è un meccanismo psichico che allontana dalla coscienza desideri, pensieri o residui mnestici considerati inaccettabili e intollerabili dall’Io, e la cui presenza provocherebbe vergogna (fonte Wikipedia).

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