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Un libro ci farà sorridere: the green book.

In Nicheldome on 23 marzo 2019 at 19:36

160122-greenbook-1956-07Nel 1962 negli Stati Uniti c’è ancora un problema e questo problema si chiama razzismo. Il problema è così evidente che viene pubblicato un libretto verde nel quale sono scritti tutti gli indirizzi e i punti di riferimento del paese in cui ai neri è concesso prendere un alloggio o andare a mangiare in pubblico. L’italoamericano Tony Lip, buttafuori di un prestigioso locale di New York, perde temporaneamente il lavoro a causa della chiusura del locale ed è costretto ad accettare di fare da autista per un pianista di successo, Doctor Don Shirley, che però è nero. Avendo necessità di lavorare, Tony mette da parte i suoi pregiudizi e accetta di accompagnarlo nel lungo tour, constatando man mano quanto erano miseri i pregiudizi con i quali era partito, soprattutto di fronte a quelli più aggressivi e ipocriti sparsi per il resto di quel paese che in quel viaggio scopre di amare per la sua bellezza e varietà, e odiare per la sua boria e fobia del diverso.

maxresdefaultDopo i primi dieci minuti ho percepito subito il terrore che avrei visto un film alla Martin Scorsese ma non di Martin Scorsese, con Viggo Mortensen che avrebbe fatto Robert De Niro tutto il tempo. E invece sono rimasto davvero sorpreso da Green Book (2018) per tanti motivi, primi fra tutti che non è un film di Martin Scorsese ma un film di Peter Farrelly, quello di Scemo & + Scemo (1994) e Tutti Pazzi per Mery (1998), molto più adulto rispetto ai film per i quali lo avevo conosciuto, e in secondo luogo perché Viggo Mortensen è davvero in palla.

 

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Viggo Mortensen

Green Book infatti è davvero uno spasso con una coppia molto ben elaborata che si rimbecca tutto il tempo e che man mano costruisce una amicizia che travalica le singolarità degli stati, che supera i pregiudizi personali, che affronta le paure del cambiamento e del lento piacersi, del lento migliorarsi. Viggo Mortensen sembra allora più un Joe Pesci di due metri per come è calato nella parte (davvero incredibile sentirlo parlare italiano e vederlo andare in giro con la canottiera e la pancia abbondante) e tiene botta con tutta una serie di movenze, espressioni, maschere che su di lui hanno il carattere felice della commedia riuscita.

 

Viggo Mortensen,Linda Cardellini,Mahershala AliGreen book è sopratutto un film con una struttura classica, forse vecchia mi verrebbe da dire, che semplicemente postpone tutto quello che già ti aspetti, e che ha bisogno del suo tempo quindi perchè tutto torni, come un amico la sera di Natale.

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Una poltrona per due (1983)

Con un tema così attuale in questo momento,  il film ha strappato giustamente (e politicamente) una serie di Premi Oscar non indifferenti, oltre qualche più prestigioso Golden Globe, e volendo potrebbe anche mettere a rischio la leadership di Una poltrona per due (1983) di John Landis nella consuetudine natalizia degli italiani la notte della vigilia di Natale.

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Mahershala Ali

Solo un accenno, per quel che mi riguarda, per Mahershala Ali nei panni del ricco pianista: un ruolo abbastanza semplice nel quale il dotato attore non sembra aggiungere nulla se non la sua proverbiale eleganza, e che alla lunga stanca davvero. Per lui è quasi tutto sceneggiatura e prassi. Eppure ha vinto il Premio Oscar nella categoria Miglior Attore non Protagonista.

 

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True Detective (2019)

Per tanti motivi, legati soprattutto al girato in automobile, è vivamente sconsigliata la visione di questo film a ridosso della terza stagione di True Detective (2019) di Nic Pizzolatto sempre con Mahershala Ali. 

 

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A spasso con Daisy (1989)

Quando uscì nelle sale A spasso con Daisy (1989) di Bruce Beresford (altro pluripremiato alla notte degli Oscar) io ero troppo giovane sia per capirlo che per trovarlo piacevole, ma adesso a distanza di trent’anni, credo che Green book sia esattamente il suo simmetrico opposto, e questa piacevole visione mi ha così appagato, da non desiderare, ancora una volta, di tornare indietro e rivedere e capire il film con Morgan FreemanJessica Tandy. Sarà per la prossima volta miss Daisy, ma io sto con Tony Vallalalla.

buona visione.

 

 

 

  1. […] di film di scarso interesse, e una mezza delusione Mahershala Ali: visto recentemente anche in Green Book (2018) di Peter Farrelly (grazie al quale ha ritirato il Premio Oscar come Miglior Attore non Protagonista) e ripensando […]

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