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Spoor (2017), il sentiero e la gattara polacca.

In Nicheldome on 17 luglio 2018 at 10:27

spoor-gallery-02Janina Duszejko a Roma la chiamerebbero “la gattara”. Trattasi di quella donna che, rimasta sola senza figli e marito, di solito preferisce dedicare tutta la sua restante esistenza a procurare del cibo ai gatti del vicolo, mostrato così che l’affetto con gli animali è superiore a quello scambiato con gli uomini. 

spoor02Questa è Janina, una gattara di campagna, e più precisamente di campagna polacca, perché è qui che è ambientato Il sentiero (2017) della regista Agnieszka Holland (e Kasia Adamik), un thriller ecologista che vede questa anziana signora protagonista al centro di una serie di omicidi in cui le vittime sono cacciatori locali. 

spoor01Diviso in capitoli secondo le diverse stagioni della caccia, Il sentiero è praticamente tutto sulle spalle della brava Agnieszka Mandat (nel ruolo della maestra ecologista Janina) che si prodiga in un film molto fisico (ci sono molti esterni, soprattutto invernali, fatti di lunghe camminate o ricerche fra i boschi) alternando il personaggio tra le forti denunce contro i cacciatori fuori stagione e violenti bracconieri, e una più pacata docenza di inglese con tanto di gite tra i boschi con gli alunni o assieme ai suoi due cani. E’ proprio la scomparsa delle due care bestie però a dare inizio alla serie di omicidi sui quali proverà a indagare la stessa Janina, affiancata dal giovane Dyzio. 

spoorQuello che Janina scopre in questa indagine (ma in realtà lei lo sa già, è solo spettatore che va indotto ad accettare il suo pensiero) è che la società degli esseri umani è più corrotta e volgare di quella degli esseri animali.

spoorIl film è passato in concorso all 67° Berlin International Film Festival, e probabilmente perché forte di questo messaggio ecologista reazionario (in particolare modo contro la caccia) e forse anche perché attratti dalla scena di intimità in cui, un uomo e una donna abbastanza maturi, iniziano la loro relazione passionale annusandosi come due cani. Una scena a dire il vero stucchevole e imbarazzante, sebbene la coppia funzioni, anche sulla carta (ma dobbiamo evitare lo spoiler, ahimè).

Pokot_AgnieszkaMandat_byRobertPalkaTrattandosi di un thriller (un giallo più sofisticato insomma), i trucchi di scrittura non mancano, tanto è che ci sono dei meccanismi nella sceneggiatura che, sottratti allo spettatore durante il film, indeboliscono molto la rivelazione finale, soprattutto quando la penna ha deciso di mostrare il colpevole ad un certo punto, per poi passare a dover giustificare il perché di quella catena di omicidi. La sensazione che si prova alla fine del film infatti, è probabilmente come quella che deve provare un cacciatore che ha sparato ad un elefante da pochi metri, ed è costretto ad avvicinarsi al suo cadavere attraverso una fitta selva di alberi fastidiosi, solo per controllare se lo ha preso o meno. 163873.jpg-r_1920_1080-f_jpg-q_x-xxyxx

Non sono a favore della caccia, ma sono ancora più convinto che le gattare sia persone sole, sarà per questo quindi che non sono mai riuscito a identificarmi completamente nel personaggio di Janina. Mea culpa. Il doppiaggio è bruttino.

buona visione.

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