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1940 – 1949 // LE ALTRE CINEMATOGRAFIE

In Il Tempo Ritrovato on 1 luglio 2018 at 12:45

22632908816In Spagna il paese nel 1942 si dichiara neutrale nel conflitto della Seconda Guerra Mondiale ed apre ufficialmente le porte al cinema americano. Nel dopoguerra, compresa l’importanza del cinema soprattutto come immagine che un paese dà di sé all’estero, l’uso della censura e la creazione della Scuola nazionale di cinema danno vita a diverse co-produzioni con paesi alleati quali l’Italia ed il Portogallo, ma solo a fini commerciali e per prodotti di facile consumo e non troppo impegnati politicamente. Unico esempio di cinema da ricordare in questo decennio è, purtroppo, uno dei pochi esempi di scrittura dittatoriale, scritta cioè proprio da Fancisco Franco (il generale che a seguito della guerra civile è diventato il dittarore del paese) e che già nel titolo originale (Raza) porta uan evidente posizione fascista: Le due strade (1941) di José Luis Sáenz de Heredia.

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Maurice Duplessis

In Canada guida il pensiero politico nazionalista la figura del cattolico reazionario di Maurice Duplessis mentre il mercato cinematografico, invaso da prodotti statunitensi, sviluppa sia un’importante scuola di documentari ad Ottawa con John Grierson, uno degli autori migliori che affrontano questo genere, che una scuola d’animazione con Norman Mac Laren, regista scozzese chiamato proprio da Grierson. Qui lo scozzese prosegue il lavoro delle avanguardie tentando di disegnare i suoni e la musica direttamente sulla pellicola, come gli riesce nel cortomegraggio sperimanetale Boogie Doodle (1940), ma raggiungendo migliori risultati con Begone dull care (1948), film realizzato interamente senza macchina da presa.

 

79480In Messico il mondo delle produzioni cinematografiche è sottomesso a quello statunitense che, riproducendo i propri modelli e generi anche in lingua spagnola, saturano il mercato di questo paese. Solo il film La vergine indiana (1943) di Emilio Fernandez fa conoscere il cinema messicano in Europa, ma nel 1946 arriva però il regista spagnolo Luis Buñuel, in fuga dal suo paese dopo l’ascesa del Generalissimo Francisco Franco, e che qui firma in questo decennio un paio di pellicole però senza clamore.

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Béla Balàzs

 

In Ungheria la produzione sente un forte momento di depressione. Emersge una sola pellicola influenzata dal neorealismo, E’ accaduto in Europa (1947) di Géza Radvànyi, la cui sceneggiatura è scritta da Béla Balàzs, una delle figure più autorevoli della critica cinematografica internazionale, morto nel 1949 nella sua Budapest. L’anno prima la produzione cinematografica è nazionalizzata dal regime di Màtyàs Ràkosi il quale da questo momento gestisce interamente il processo culturale del paese.

 

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Fiamme su Varsavia (1948)

In Polonia nasce, al termine della seconda guerra mondiale, la Scuola superiore del cinema di Lòdz, istituzionalizzata assieme alla Film Polskie fondata da Aleksander Ford, uno dei pionieri del cinema polacco, e nata proprio alla fine del decennio, nel 1948. La scuola caratterizza la produzione polacca nello storicismo, esplicativo o metaforico, documentaristico o di fiction. Fiamme su Varsavia (1948) di Alexander Ford è premiato alla Mostra del cinema di Venezia.

 

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Crisi (1945) 

In Svezia il paese ha una discreta produzione proprio nel periodo della seconda guerra mondiale, raggiungendo il massimo livello di produzione nel 1945 con 35 pellicole. Nello stesso anno esordisce con il film Kris (1945) il regista Ingmar Bergman il quale approfondisce una prima strada che si lega subito ad un erotismo velato che ne caratterizzerà la maggior parte dei primi lavori della sua lunga carriera.

 

64587In India Darti Ke Lal (1946) di K. A. Abbasè la prima pellicola indiana a fare il giro del mondo. L’anno dopo, nel 1947, il paese ottiene finalmente l’indipendenza dalla Gran Bretagna, ma la cinematografia di questi anni sceglie comunque la strada del documentario (di radice anglosassone appunto) e di produzioni ad uso della identificazione nazionale.

In Albania il 30 settembre 1942 viene fondata la prima società di produzione locale, la Tomorri Film, su pressione di Galeazzo Ciano e Benito Mussolini. Nello stesso anno viene realizzato il primo documentario albanese. Nel 1947 la produzione cinematografica viene tolta ai privati e statalizzata completamente.

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Charles Chauvel

In Australia il cinema che viene proiettato nelle sale è ovviamente quasi solo quello americano con qualche eccezione per alcune pellicole inglesi. L’unico regista australiano che si fa notare all’estero è Charles Chauvel, per lo più impegnato in monumentali pellicole sulla guerra.

 

In Norvegia sebbene il cinema esisteva già da tempo, è solo con una co-produzione francese che viene realizzata la prima grande opera nazionale: La battaglia per la bomba atomica (1948) di Titus Vibe-Muller, con la collaborazione anche di Jean Epstein.

In Corea l’occupazione delle due superpotenze vincitrici della Seconda Guerra Mondiale al termine del conflitto, dividono il paese, nel 1948 in Corea del Sud, occupata dagli americani, e Corea del Nordoccupata dalle truppe sovietiche.

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Manoel De Oliveira

In Portogallo esordisce forse il più grande regista di questo paese, Manoel de Oliveira, che realizza il suo primo lungometraggio narrativo Anikì-Bobò (1941), da molti critici considerato un precursore del neorealismo italiano[2].

In Cecoslovacchia nel 1948 s’instaura il regime sovietico ed il sistema produttivo cinematografico viene nazionalizzato. A vivere di vita propria è la sola scuola d’animazione che sforna talenti come Jirj Trnka e Karel Zeman.

 

In Danimarca dopo il regista Carl T. Dreyer è il vuoto [3], a parte alcuni eccessi vicini al surrealismo americano ed all’avanguardia francese degli Anni Venti, come La fuga (1942) di Jorgen Roos.

In Finlandia è questo uno dei periodi più sani del cinema nazionale che raggiunge quota 17 film prodotti in questo decennio, raddoppiando le produzioni contate in quello precedente.

Nelle Isole Filippine viene realizzato uno dei primi horror in questo paese, Atrocities of Manila (1948) di William J. Hansene Carlos Vandes Tolosa.

In Jugoslavia il fantasy eroico La spada del giustiziere (1949) di Voislav Nanovic è una delle realizzazioni meglio riuscite di questo decennio.

A Cuba dopo una costante invasione di pellicole statunitensi, il dittatore Fulgencio Batista decide di dare avvio alla produzione nazionale di pellicole cubane.

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O Caçula do Barulho (1949)

In Iraq la produzione cinematografica inizia nel 1948 rimanendo per lungo tempo confinata ad arte amatoriale.

In Brasile il regista italiano Riccardo Freda realizza la commedia O cacula do barulho (1949).

 

 

 

 

[1]AA.VV. Cinema ungherese ieri e oggi. Capone editore. pg. 14

[2]Massimo Moscati. Breve storia del cinema. Bompiani

[3]Massimo Moscati. Breve storia del cinema. Bompiani

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