LivingCinema

The boy: il primo bambolotto che funziona.

In Nicheldome on 19 Mag 2016 at 12:12

the-boy-2016Per come si presentava, sembrava la versione maschile di Annabelle (2014) di John R. Leonetti, una banale variante di sesso di quello che era uno spin off più o meno riuscito de L’evocazione – The Conjuring (2013) diretto niente poco di meno che da James Wan, film forse più acclamato che realmente riuscito. Sembrava dunque la solita sbobba ben confezionata prima ancora di essere venduta ed invece The Boy (2016) di William Brent Bell si è rivelata una piccola sorpresa, forse gestita con qualche ingenuità di troppo.

The-Boy-2016-Movie-Wallpaper-12

Lauren Cohan

La storia è quella di Greta, una babysitter americana chiamata a prendersi cura di Brahms, un pupazzo che rappresenta il figlio morto di una anziana coppia che vive in una villa che sembra un castello fantasma nella campagna britannica. Greta viene subito lasciata sola in questa casa, perché i genitori del bambolotto hanno deciso di fare un viaggio dopo tanti anni. L’unico a frequentare la casa, oltre il pupazzo, è Malcolm, il ragazzo che si occupa delle consegne: la villa ovviamente è isolata e il telefonino non prende da nessuna parte. Figuriamoci se hanno il wifi. Ai due giovani, lasciati da soli con il pupazzo, non gli rimane che affiatarsi, ma… sicuro la babysitter ha un passato da cui scappa, magari un compagno violento, e di sicuro Brahms non è solo un bambolotto dagli occhi vitrei.

 

the-boy-2Per non fare dello spoiler, non si può continuare con la trama, perché siamo ancora un po’ lontani dalla fine del film, ed è a questo punto che la storia decide di fare un cambio importante nel genere, portandola su un binario dall’apparenza nuovo, anche se con il difetto di essere tirato un po’ troppo (ma che ha il pregio di rilanciare un sequel se non un vero e proprio brand). Peccato per la messa in scena.

the-boy-600x397Il personaggio di Greta infatti, che ha un ruolo centrale nella storia almeno quanto quello della mamma Nicole Kidman in The Others (2001) di Alejandro Amenábar, funziona meno del previsto, non mostra alcuna profondità o conflitto (così chiaro nell’imbarazzante interpretazione di Lauren Cohan) figuriamoci se poi i dialoghi sono per la maggior parte informativi o di convenienza. A salvare la credibilità del suo personaggio è però proprio la relazione con il pupazzo Brahms, relazione che si consolida con giusta misura durante la storia, e che ha già di per sé il fascino ambiguo del maligno e della pena. Praticamente inutile, se non irritante, la backstory di lei: ha perso anche lei il figlio quando era incinta del suo violento ex ragazzo.

the-boy-2016 gLa coppia di anziani genitori è forse la cosa più riuscita del film, con una madre che sembra aver perso la ragione dopo la morte del figlio, sostituito appunto dal pupazzo, ed un marito ormai stanco di assecondarla. Uso a piacimento invece del personaggio di Malcolm, interpretato da Rupert Evans nel ruolo banale dell’aiutante (in tutti i sensi), il cui peso diminuisce man mano nel film, fino a scomparire.

THE-BOY2Perché allora funziona questo film? The boy funziona nonostante le sue pecche evidenti perché ha un cambio di genere così potente che obbliga chiunque a non poterne parlare a rischio di togliere l’unica, vera, grande sorpresa del film. The boy, ha infatti una idea sola, davvero una, così semplice e banale, che funziona sempre. Una di quelle sorprese che ti dovrebbe permettere di tornare indietro con la memoria e rileggere ogni cosa dall’inizio, con una nuova interpretazione… ma che purtroppo non ha la raffinatezza della scrittura e della regia di film come I soliti sospetti (1995) di Bryan Singer o anche Cani arrabbiati (1974) di Mario Bava, pellicole che hanno fatto di questo trucco il proprio codice per il successo e il cult (e anche The Others ovviamente).

Gruesome-Banner-TheBoy-Review-820x410Funziona The boy, nonostante la sceneggiatura, la messa in scena e i personaggi deboli, funziona proprio per lui: il pupazzo Brahms. Se non siamo in odore di successo, siamo in odore di brand.

buon sequel.

  1. Sto leggendo molte recensioni su “The Boy”, la maggior parte positive. Spero riesca finalmente a farmi apprezzare un genere, quello dell’horror bambolesco, che o sempre odiato

    "Mi piace"

    • Anche a me non è mai piaciuto come sottofilone del genere horror, e per questo ci tenevo a dire che The Boy finalmente funziona. Però è anche vero che funziona perché ha una variante importante (un trucco) senza la quale… A conti fatti, non salverà il filone, ma forse lancerà un nuovo personaggio.

      "Mi piace"

I commenti sono chiusi.

Cinema Estremo

Sex Horror Violence Weird Drama | Recensioni Film e Serie TV

Luciano Lapadula

Siamo Ciò Che Vestiamo | We Are What We Wear

ILPAESE DEI SOGNI

DOVE SE NON QUI

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: