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Leningrad cowboys go America (1989) di Aki Kaurismäki

In Il Tempo Ritrovato, Nicheldome on 2 gennaio 2016 at 14:52

Leningrad cowboys go to America – Aki Kaurismäki (FINLANDIA\SVEZIA – 1989 – 78′ col.)

con: Matti Pellonpää,  Kari Väänänen,  Sakke Järvenpää

leningrad_cowboys_go_americaPrendiamo un film come The Blues Brothers (1980) di John Landis, che non è proprio un musical ma è comunque un gran successo commerciale. Mettiamo che siamo nel 1989 e che qualcosa di importante sta per succedere, perché è nell’aria da tempo. E partiamo da un paradosso, da una band cioè che si chiama Leningrad Cowboys, nell’estrema Siberia. Cosa ne viene fuori? Il più incredibile film on the road mai fatto in Finlandia, e forse anche il più assurdo: Leningrad Cowboys go America (1989) di Aki Kaurismäki.

de80cc6ea99ec8585f4641a692ce1cc2Diviso da cartelli neri, come se si trattasse di episodi, piuttosto che di veri capitoli (della variabile durata) il successo del film di Kaurismaki si deve a questo insieme di sketch (celebre quello della birra) che in qualche modo rendono il gruppo di musicisti simpatico al pubblico, tessendo un quadro ironico del mondo del business musicale.

280px-Leningrad_Cowboys_Go_AmericaNon è solo la loro stramba iconografia a renderli simpatici (i Leningrad Cowboys hanno tutti con una pettinatura rockabilly con la banana molto accentuata sulla fronte, e indossano abiti scuri alla blues brothers), e nemmeno il fatto che l’impresario Vladimir se ne approfitti di loro fino a scatenare la rivoluzione del gruppo (altro titolo di uno sketch ben riuscito) quanto il fatto che debbano in realtà, per ogni tappa di questo viaggio, adattare il proprio stile musicale alle esigenze del pubblico, facendo quella che è una vera e propria indagine nella musica americana.

leningrad_cowboys_go_to_america_2E’ un paradosso, un grande fumetto, che però ha anche il pregio di far parte dei tempi nei quali il film scorre: un gruppo musicale popolare della lontana e fredda Siberia (da qualche parte… come recitava il trailer ufficiale) che riesce ad arrivare negli Stati Uniti, sebbene non sarà questo paese ad accoglierli, ed a fare di loro delle star della musica, e nemmeno a renderli ricchi (semmai poveri in canna) perché sarà invece il Messico, in una situazione famigliare, popolare (come la musica di partenza) a farlo. Un tentativo ironico e mal riuscito, di far coincidere due mondi che fino a questi giorni (il 1989) non avevano alcuna intenzioni di incontrasi.

Molta ironia, per un regista che ricorda il tedesco Wim Wenders , almeno nell’approccio al cinema ma soprattutto ai modelli americani (sogni).

1118full-leningrad-cowboys-go-america-screenshotTrama. Una band, sostenuta dal procuratore Vladimir, non ha successo nel proprio paese, e gli viene consigliato di andare in America, dove questa roba l’accettano sicuro. Una volta giunti negli Stati uniti, il gruppo si trova subito rifiutato dal grande giro della musica, ma gli viene concesso almeno un lavoro presso un matrimonio in Messico. Inizia così il lungo viaggio verso il confine, dove la band si esibisce in diversi locali adeguando man mano il proprio sound alle esigenze locali, passando quindi dal rock ’n roll al country, fino al blues. E’ solo una volta raggiunto il Messico che il bassista, congelato alla partenza,  torna ad esibirsi assieme a tutta la sua band.

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