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1940 – 1949 // FRANCIA

In Il Tempo Ritrovato on 26 ottobre 2015 at 08:59
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L’amore e il Diavolo (1942)

Nel 1942 esce nelle sale la pellicola L’amore e il Diavolo diretta da Marcel Carné, sceneggiata da Jacques Prévert e con il futuro regista italiano Michelangelo Antonioni come aiuto regia. A raccontare la difficile condizione del paese, divisa tra resistenza e partecipazione al pensiero nazista durante la seconda guerra mondiale, è un noir di gran successo come Il corvo (1943) di Henri-Georges Clouzot, nello stesso anno in cui esordisce dietro la macchina da presa un altro autore francese, il regista Robert Bresson.

Solo una notte

Solo una notte (1945)

Solo una notte (1945) di Claude Autant-Lara è l’unico film ad effetti speciali della storia del cinema francese fino a questo momento, anche se non si tratta di effetti aggiunti, ma di un risultato ottenuto grazie ad un girato (ben 103 inquadrature) fatto con un gioco ottico di specchi e riflessi [1].

88580Il film Amanti perduti (1945) di Marcel Carnè chiude simbolicamente il periodo bellico francese mentre il primo film ufficiale del dopoguerra è il documentario Operazione Apfelkern (1946) di Renè Clement. Ad aprire il sipario del nuovo cinema francese postbellico, ad ampliarlo sarebbe meglio dire, è l’intervento di un autore difficile come Claude Autant-Lara che con Il diavolo in corpo (1946) scandalizza il paese e mezza Europa.

La bella e la bestia

La bella e la bestia (1946)

Il mercato cinematografico riesce nella prima metà del decennio a mantenere una certa autonomia difronte al nemico, resistendo anche ai tentativi nazionalistici di chiusura del mercato stesso, ma deve cedere quando gli Stati Uniti, attraverso il Piano Marshall sottoscritto dalla Francia nel 1946, invadono il mercato con le pellicole prodotte oltreoceano. In un paio di anni è una vera e propria inondazione, e n questa larga diffusione di cultura a stelle e strisce, pochi autori riescono a difendersi, come il poliedrico Jean Cocteau che dirige la favola La bella e la bestia (1946) e Jacques Tati con Giorno di festa (1947).

Jules Dassin

Jules Dassin

È solo nel 1948 che la Francia riesce a limitare proprio il Piano Marshall: lo stato approva una legge sul finanziamento cinematografico, nell’ordine del 13%, soldi presi dalle tasse sulle emissioni dei biglietti e la distribuzione. La paura della minaccia comunista, che in America ha dato origine al fenomeno del maccartismo, non tarda a farsi sentire anche in Francia, dove è il regista Jules Dassin a pagarne le conseguenze.

Bim le petit àne (1949)

Bim le petit àne (1949)

La scuola del documentario raggiunge il più alto livello con il lavoro Paris 1900 (1948) di Nicole Védrès. Alla fine del decennio escono nelle sale due pellicole come Bim le petit àne (1949) di Albert Lamorisse, pellicola considerata come il primo vero film per bambini, e soprattutto Manon (1949), forse il miglior film realizzato dal controverso regista Henri-George Clouzot.

 

 

[1] Nocturno Cinema. Mensile n° 104 aprile 2011. pg. 71.

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