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L’ultima onda (1977) di Peter Weir

In Nicheldome on 26 giugno 2015 at 08:32

1977 The last wave - La ultima ola (ing) 03David Burton non è proprio un avvocato, ma un commercialista, ma per la legge australiana va bene ugualmente (con un pizzico di razzismo) per difendere un gruppo di aborigeni che sembra aver commesso l’omicidio di un altro aborigeno. David Burton è un australiano bianco e biondo, sposato con una australiana bianca e bionda di quarta generazione, e con due figlie bianche e bionde: nessuno di loro ha mai avuto un solo contatto con un aborigeno in tutta la sua vita. Eppure, mentre a Sidney strani cambiamenti climatici si alternano a brevi momenti di sole, David Burton non sta solo per incontrare una cultura che prima non conosceva, ma sta per conoscere le sue vere origini, e probabilmente la fine del mondo.

the_last_waveIl ragazzo ucciso infatti, è stato ucciso attraverso un rito tribale, ed è proprio Charlie, il capo di questa tribù, che riconosce in David un uomo capace di vivere nel livello dei sogni, come gli aborigeni ancora riescono a fare, in una dimensione parallela a quella reale.

Richard Chamberlain

Richard Chamberlain

Per questa ragione, se da un punto di vista legale la faccenda si complica perché gli aborigeni rischiano di essere condannati dalle leggi dei bianchi poiché non vogliono svelare la loro appartenenza all’antica legge tribale (che li risparmierebbe dal giudizio dei bianchi), le cose non vanno certo meglio nel percorso personale di David, che incomincia un allucinate dentro/fuori in questo mondo dei sogni, scoprendo di essere egli stesso un “premonitore”. Solo uno dei membri della tribù decide di collaborare con David, in realtà per dargli accesso alla verità, ed è Chris, che gli appare in sonno e lo conduce in un luogo segreto dove tutto viene svelato: la fine del mondo, e l’ultima onda.

thelastwave_floodPeter Weir è un regista che ha avuto un buon periodo ispirato e allucinato, uno di quegli autori che spesso si scrive la sceneggiatura del film che vuole girare, e che ha sempre un segreto (una domanda in realtà) importante da condividere con il suo pubblico. Peter Weir ha la capacità di arrivare a questo punto del discorso quasi sempre alla fine, portandoti per mano, con l’illusione di partecipare ad una storia apparente, arrivando invece ad un più astratto finale, che spesso non chiude mai la narrazione del film, ma apre verso tutt’altro.

the-last-waveL’ultima onda infatti, nasce come un film giudiziario, e prosegue così per un tempo abbondante e ragionevole da far credere allo spettatore che il tema sarà quello della diversità e del razzismo, in perfetto stile “borghese anni Settanta (come viene apostrofato ad un certo punto proprio David quando mostra di incaponirsi sul riconoscimento della legge tribale), ma verso la metà della pellicola la virata è forte, e il film segue, con fascino e tensione, tutta la parte mistica e visionaria che porta lo spettatore in un nuovo mondo, ma dal sapore troppo antico. Da questo punto, il film è una sorpresa continua.

L’obiettivo diventa allora non più la salvezza giudiziaria dei condannati, ma la scoperta delle proprie origini, troppo simili a quelle degli aborigeni anche se collocate dall’altra parte del mondo, dove il sole sorge, ma che uniscono il destino di tutti di fronte alla fine del mondo.

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David Gulpilil

Anche il percorso personale di David è molto convincente (e con la faccia giusta di Richard Chamberlain), un commercialista che scopre di avere poterei premonitori, e che ad un certo punto, di fronte alle sue origini ancestrali, non sa più riconoscere la realtà dal sogno, il parallelo dell’esistenza. Richard chamberlain sembra perfetto per il ruolo, così come è in questo film che nasce la stella del cinema David Gulpilil, l’attore aborigeno che interpreta Chris. 

The-last-wave-1977-finalUn film particolare, che in realtà ha molti “simili” nello stesso periodo, in piena ondata New Age (dagli incontri ravvicinati ai fenomeni spiritici) in cerca di nuove domande ad antiche risposte: la fine del mondo è qualcosa di ciclico, secondo le scritture antiche, ma anche secondo quello che è forse il senso della vita.

Realtà e sogno. Vita e morte. E viceversa.

buona visione.

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