LivingCinema

Snowpiercer: a tutta velocità, senza alcun obiettivo.

In Nicheldome on 3 aprile 2015 at 15:08

Snowpiercer-posterBisogna dire la verità, Snowpiercer (2013) del sudcoreano Joon-ho Bong non è brutto, ma non è nemmeno esaltante. 

The-main-cast-of-SnowpiercerLa storia parte da un presupposto: la glaciazione come causa di un disastro ecologico. Gli unici sopravvissuti sono tenuti in un treno che, facendo il giro del mondo senza mai fermarsi, compie un anno esatto scandendo la vita dei suoi abitanti. Il treno è diviso in scompartimenti, e come in una sintetica distribuzione capitalistica dei ruoli, esiste una testa ed una coda, una massa di sottoproletari ed un unico, ricco, guidatore: il magnate Wilford, che ha costruito questo treno. Per un motivo che non è troppo da spiegare, la classe sottoproletaria capeggiata da Curtis e ideologicamente sostenuta dall’anziano Gilliam, vuole raggiungere la testa del treno e prenderne possesso.

Curtis-WilfordLa metafora del treno lanciato in corsa e senza sosta, che gira in un anno orario per tutto il mondo alla stessa maniera, è molto suggestiva, con tanto di schema basico di una società intera rigidamente suddivisa in classi (sembrano quasi delle caste, oltre la quale non si può accedere, sotto la quale non si può scendere) ad ognuna delle quali è consegnato un proprio ruolo, comandare ed obbedire prima di tutto, in nome dell’ordine, ed a una velocità pazzesca. Senza obiettivo alcuno, che la sopravvivenza della specie.

snowpiercer-train4In questa sorta di Arca di Noè del nuovo millennio, c’è qualcosa però che non torna, e che credo sia propio l’assoluta fiducia solo nel plot di questa storia, che ha permesso così alla regia di Joon-ho Bong (ma prima di tutto alla sceneggiatura, da lui sempre scritta) di cogliere pochi momenti di riflessione davvero suggestivi e perdersi invece in troppi cliché. La maggior parte degli indizi del racconto, primo fra tutti quello della pillola rossa, non aggiungono mai davvero nulla di nuovo ad un pensiero che è datato almeno quanto i romanzi di George Orwell o Philip K. Dick. La tesi del complotto tra la testa e la coda infatti, non spiazza nessuno, anzi, arriva come un colpo fiacco almeno quanto la scoperta che Wilford è intercettato da un (purtroppo) scontato Ed Harris.

Snowpiercer trailer 5Personaggi superficiali quindi, meccanismi classici e consolidati, il film è davvero spettacolare praticamente solo nella corsa senza limite del treno, nella suddivisione degli scompartimenti (l’acquario e la scuola funzionano molto) ma si perde anche in questa classificazione e disposizione dei vagoni, con il super rave finale, nel vagone prima della testa del treno, senza una chiara giustificazione che in un controcampo al rallenty, quando Wilford chiede a Curtis di guardare l’essere umano, e riconoscere che non sia altro che una bestia selvaggia alla quale manca ordine. Funziona la storia solo la storia del lavoro minorile.

snowpiercer2

Tilda Swinton

Nonostante la non chiarissima la sequenza dei diversi scompartimenti del treno, Snowpiercer rimane un film godibile senza troppo spettacolo alla fine, seconda pecca di questo lavoro, avendo il regista perso più di una possibilità di dare sfogo al suo talento visivo, di chi si è fatto conoscere anche a suon di botte spettacolari, forse per dedicarsi di più al carattere ironico di alcune sequenze, la maggior parte di quelle che vedono soprattuto coinvolto il personaggio secco della signora Mason (una irriconoscibile e divertente Tilda Swinton).

snowpiercer-1Davvero d’impatto l’ingresso degli incappucciati con le armi da taglio, ma la sequenza degli scontri non è all’altezza della presentazione. Questa una vera occasione persa del film.

 

Il film è tratto da un fumetto francese, Le Transperceneige di Jean-Marc Rochette e Benjamin Legrand, ed è stato prodotto dalla casa di produzione del regista Park Chan-wook, anche lui sudcoreano. E’ la produzione sudcoreana più costosa di sempre di questo paese, nonché il debutto in lingua inglese per il regista.

buona visione.

  1. […] della vendetta (ed infatti, sarà un caso, ma il primo regista che doveva dirigere questo film era Park Chan-wook) sebbene si ricorra spesso al montaggio di insert onirici (e di effetto sicuramente, quasi alla […]

    "Mi piace"

I commenti sono chiusi.

Cinema Estremo

Sex Horror Violence Weird Drama | Recensioni Film e Serie TV

Luciano Lapadula

Siamo Ciò Che Vestiamo | We Are What We Wear

ILPAESE DEI SOGNI

DOVE SE NON QUI

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: