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La salvezza del western europeo arriva dalla Danimarca.

In Nicheldome on 2 aprile 2015 at 06:46

salvationposterChe film può dirigere un regista danese lontano dalla sua patria, lontano dalla neve, senza il cielo e la luce vivida di un classico thriller psicologico ambientato in un appartamento con solo finestre? Può essere un western soltanto, e non un western qualsiasi, ma The Salvation (2014), il miglior film western realizzato da un europeo dall’inizio del nuovo millennio, e lui è Kristian Levring, classe ’57 e pochi film alle spalle.

the_salvation-mads_mikkelsenSiamo in America nel 1870 e Jon, un ex militare danese aspetta alla stazione l’arrivo di moglie e figlio, per la prima volta in questo paese. Preso posto in una diligenza, si mettono in viaggio verso il fazzoletto di terra che lui è riuscito a comprare, dove la loro nuova casa, e il fratello di Jon, li attendono. A condividere il viaggio notturno con la famiglia danese ci sono però due delinquenti americani freschi di prigione. Le moglie di Jon è bella, e le cose si complicano, soprattutto quando sia lei che il bambino vengono uccisi e Jon è costretto ad ammazzare a sua volta i due delinquenti per vendetta.

565206Uno di loro infatti è il fratello del terribile Delarue, un delinquente con tanto di banda di scagnozzi che terrorizza il paesino indifeso dove Jon è ben conosciuto. La caccia all’uomo è aperta.

Siamo all’alba del petrolio, ed anche se le pozzanghere di olio nero sono considerate ancora qualcosa di nocivo e non un business, c’è sempre la natura umana a farsi spazio tra il denaro, con la propria avidità e rozzezza, in un deserto di parole e pochi fatti, per lo più omicidi.

The-SalvationSorta di Mezzo giorno e mezzo di fuoco (1952) di Fred Zinnemann rifatto tutto alla Sergio Leone, il film di Kristian Levring è davvero ben riuscito, non solo perché il protagonista Jon è interpretato da un Mads Mikkelsen come al solito molto preciso, o perché scenografie e ambienti sono mozzafiato (il film è stato girato in Sudafrica, ed è molto bella la ricostruzione di case bruciate dove si rifugia la banda di Delarue), ma perché tutto sembra filare sempre nel verso giusto, tra il piacere malinconico della citazione (sia visiva che narrativa, come la scena della bara) e il gusto sincero verso una storia che funziona. 

Salvation1In un paesino dove il sindaco è anche il becchino del paese, e dove lo sceriffo è il prete, tutto sembra combaciare allora in un puzzle dove ci si può ritrovare a difendere la propria libertà al fianco di chi ti ha appena ucciso il marito o la moglie, ed essere traditi invece dalla gente con cui hai vissuto poco prima.

581217.jpg-r_640_600-b_1_D6D6D6-f_jpg-q_x-xxyxxIn quello che sembra un classico già dalle prime inquadrature, anche il giocatore di calcio Eric Cantona riesce credibile come pistolero. C’è anche Eva Green, alla quale hanno tagliato la lingua, ma le hanno lasciato due occhi immensi. 

The-Salvation-MikkelsenQualche appunto sul finale, dove la regia si perde in un inutile tentativo di cambio di registro, abbandonando a tratti lo stile di Sergio Leone, ed a risentirne è proprio il ritmo del confronto finale. Anche la musica, solo in questa parte del film, sembra perdersi di strada e seguire questo cambio di registro.

Per il resto, stiamo parlando, come abbiamo detto, del miglior film western europeo degli ultimi anni.

buona visione.

  1. […] The Salvation di Kristian Levring – Nei western di Sergio Leone i buoni avevano i capelli più corti. […]

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