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God’s Pocket: la sorpresa indie di John Slattery.

In Nicheldome on 28 marzo 2015 at 11:15
Sul set

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Dopo una lunga carriera davanti alla macchina da presa, che per ultimo lo ha visto coinvolto soprattutto nella serie televisiva di successo Mad Man, dove ha anche maturato la sua prima esperienza dietro la macchina da presa, John Slattery esordisce con il suo primo lungometraggio God’s Pocket (2014), ed è una sorpresa. 

Gods-PocketGod’s Pocket (tratto da un racconto di Peter Dexter) è il nome di un quartiere nella periferia di Philadelphia all’interno del quale tutti si conoscono, o così credono. Sicuramente, è un quartiere al quale non piace sentirsi dire come i suoi abitanti sono, cosa che riesce a fare solo Richard Shellburn, un giornalista alcolizzato molto apprezzato dai lettori.

GODSPOCKETA dargli la possibilità di approfondire la natura di questo quartiere è la prorompente Jeanie Scarpato, la quale è convinta che la recente morte di suo figlio in un cantiere non sia avvenuta in maniera accidentale, come tutti dicono. Ed infatti così è, sebbene tutti i presenti continuino a mentire di fronte alla polizia, anche questa convinta ad indagare dalle forme esuberanti della signora Scarpato. L’unico che invece accetta la versione ufficiale del decesso è proprio suo marito Mickey Scarpato, troppo impegnato a recuperare (tra furti di carne e scommesse sui cavalli) i soldi per pagare un debito e al tempo stesso organizzare il funerale.

GODS POCKETEppure anche Mickey si lascia convincere da sua moglie a mandare qualcuno a fare delle domande al cantiere. In fondo suo figlio era un delinquente fuori di testa, ma questo alla signora Scarpato non passa nemmeno per la testa, perché nella sua apparente ingenuità, probabilmente sa bene che non se ne salva uno in quel quartiere.

G1P6TrSGod’s Pocket è un film amaro e alcolizzato, una very black comedy con una trama elaborata, spinta avanti da passaggi un po’ forzati (l’incidente del furgoncino ha il sapore di precotto) ma che funziona quando a questi si sostituiscono quelli più sofisticati e visionari (il viaggio in auto di Jeanie e il giornalista), un misto tra Moche da bar (1996) di Steve Buscemi e Fratelli (1996) di Abel Ferrara, che vede nel peccato de La promesse (1996) dei fratelli Dardenne solo una redenzione alla Magnolia (1999) di Paul Thomas Anderson, dove cioè violenza e delinquenza si confondono nel quotidiano tirare a campare, e si dimenticano al bancone del solito bar.

20088God’s Pocket è un luogo reale dove puoi morire due volte, dove i desideri sono allucinazioni da alcolizzato, e il futuro è in mano ad una scommessa. Un film di quelli come se ne facevano nella seconda metà degli anni Novanta, indipendenti e con l’ironica malinconia di fine millennio.

Un cast semplice ma da favola (Philip Seymour Hoffman, John TurturroChristina Hendricks e Richard Jenkins) in cui la maggior parte degli ingredienti sembra sempre funzionare, dai costumi alle location, dai dialoghi al montaggio. Presentato al Sundance Film Festival 2014, il film ha però ottenuto solo una limitata distribuzione nel suo paese. 

MDv1QqtChristina Hendricks è la Jayne Mansfield del decennio, un’icona felliniana. Purtroppo God’s Pocket è anche l’ultimo film di Philip Seymour Hoffman.

buona visione.

  1. […] God’s pocket di John Slattery – Un buon cast di alcolizzati ed un soggetto classico pagheranno sempre il conto. […]

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