LivingCinema

The Counselor: quando il cast non paga.

In Nicheldome on 27 marzo 2015 at 13:08

the-counselor-posterCon un cast così, non sarebbe dovuto passare inosservato, eppure è andata così per l’ultimo film di Ridley Scott: The Counselor – Il procuratore (2013), la storia di un avvocato che decide di fare il colpo della vita per sistemarsi con la bella e futura moglie, e si affida ai traffici illeciti del suo amico Reiner, a sua volta raggirato dalla fidanzata Malinka.

Stiamo parlando rispettivamente di Michael Fassbender e Penélope CruzCameron Diaz e Javier Bardem, senza voler escludere né Brad Pitt né il mezzo cameo di Bruno Ganz.

Javier Bardem

Javier Bardem

Certo, Bardem ha la solita capigliatura improponibile che come sempre ci fa affezionare prima di tutto a lui e dopo al personaggio che interpreta, la Diaz a volte sembra una maschera di plastica che non sai se è per via di una buona interpretazione o un problema di trucco, Brad Pitt così probabilmente lo abbiamo sempre visto, nonostante l’abbigliamento da uomo del sud, e ci rassicura la sua presenza, ma il film di per sé funziona a singhiozzi, e per fortuna che c’è Fassbender, che riesce a fare quello che il pubblico non fai mai con qualità: un sorriso imbarazzato di fronte alla verità. 

1382638586000-COUNSELOR-MOV-JY-1524-57789924

Michael Fassbender

The Counselor poteva infatti essere un film intimista (i lunghi dialoghi tra i due amici che spaziano su massimi sistemi americani: donne, denaro e morale) che però si è forse lasciato sfuggire questa possibilità affidandosi troppo ad una complicata (e sopravvalutata) trama da thriller ambientato sul confine messicano (droga, fiducia, confine istituzionale del concetto di legalità) con buon ritmo ovviamente, ma uno spessore leggero. Stiamo parlando di un film di quasi due ore, in cui sembrano più rilevanti tutti i dispositivi della narrazione (il laccetto di metallo che soffoca, la vendetta) e scontati i rapporti tra denaro, legge e malaffare.

scena-provocanteMolto sbilanciato sull’aspetto sessuale (almeno a parole), produce solo una scena di culto come quella di autoerotismo di Cameron Diaz con l’automobile. Nel racconto di Bardem, la cosa più divertente del film.

C’è da ricordare che durante le riprese il regista fu colto dalla tragica notizia della morte del fratello Tony Scott, cosa che lo sottrae da qualsiasi giudizio. Nominaton Miglior Montaggio per i Nastri d’Argento 2014 a Pietro Scalia.

Un film, per una occasione persa.

buona visione.

Annunci
  1. […] Ritmo non proprio brillante, sceneggiatura contorta condita da un umorismo un po’ freddo ma scorretto, alla norvegese, il film trova con l’ingresso della banda dei serbi un momento di apertura della storia, ed anche un gruppo divertente cui tiene testa da solo un silenzioso Bruno Ganz. […]

    Mi piace

I commenti sono chiusi.

Cinema Estremo

Sex Horror Violence Weird Drama | Recensioni Film e Serie TV

Luciano Lapadula

Siamo Ciò Che Vestiamo | We Are What We Wear

ILPAESE DEI SOGNI

DOVE SE NON QUI

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: