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Wiseman e il ghetto quotidiano.

In Nicheldome on 11 marzo 2015 at 09:39

Screen shot 2010-11-30 at 6.41.56 PMI progetti di case popolari esistono nella maggior parte delle città ad alta densità demografica, e spesso accade che, essendo appunto dei progetti che coinvolgono direttamente le persone, trasformano gli abitanti di questi piccoli quartieri in delle vere e proprie micro comunità, spesso legate solo a questo territorio.

Il regista Frederick Wiseman nel 1997 decise di interessarsi a questo fenomeno, capire come funziona una di queste “comunità” legate prettamente al fenomeno della casa, alla necessità dell’abitazione nei quartieri sovrappopolati, e riuscì a piazzare la macchina da presa, con il suo classico e oggettivo punto di vista, tra le strade e le pareti del progetto di case pubbliche Ida B. Wells, nella città di Chicago, nello stato dell’Illinois. 

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Frederick Wiseman

Come spesso accade nei lavori di Wiseman, che mantiene una invidiabile distanza, un distaccato coinvolgimento registico, si entra nell’oggetto del racconto come raramente accade per un documentario, gradualmente, senza mai alcuna forzatura che sia musicale o linguistica, in quella che è l’ordinaria e quotidiana vita di tutti gli abitanti di queste palazzine.

frederickwisemanpublichI documentari di Wiseman si basano tecnicamente su una alchimia del racconto ipnotica, una pausa riflessiva sul quotidiano, sul presente, fatta di pochi tagli, e che permette al pubblico di sedersi al tavolo delle riunioni organizzative, di sentirsi come un qualsiasi passante durante gli interventi della polizia in strada, di ascoltare i problemi quotidiani come dei confessori, o l’inquilino della porta accanto. Segmenti di vita quotidiana si alternano tra loro senza trucchi o effetti di montaggio (che sia parallelo o attrattivo) in un risultato documentaristico raro, che permette alla storia di crearsi (nei suoi 200 minuti complessivi) attraverso un mosaico finale sempre più complesso, ottenuto attraverso singoli episodi, tasselli narrativi del più semplice quotidiano.

phavi000496746sn5eL’effetto di questa tecnica è sempre sorprendente. Nella selezione delle storie più che nelle soluzioni visive, Wiseman riesce a muovere interesse per il soggetto del documentario come per i suoi singoli protagonisti, tanto da non riuscire ad evitare quell’effetto empatico del racconto cinematografico che ti avvicina alla donna che da trenta anni vive nel quartiere e si occupa di distribuire le case vuote, o alla tossica che si becca la ramanzina dai poliziotti, o all’anziana che pulisce le foglie dell’insalata (sequenza sbalorditiva per la sua forza).

ph1avi000242992kf7Siamo in un ghetto, la verità è questa, e ci arrivi non perché ti viene detto dall’inizio, ma perché capisci che in queste strade, tra queste palazzine, in questi progetti di case pubbliche, si gioca il quotidiano con le regole della sopravvivenza di una comunità intera. E’ un film che nel 1997 parla della modernità e del progresso di una America che alle porte del nuovo millennio sembra indietro ancora di parecchi decenni.

buona visione.

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