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Mondo cane (1962)

In Il Tempo Ritrovato, Nicheldome on 10 marzo 2015 at 22:52

Mondo cane – Paolo Cavara, Franco Prosperi e Gualtiero Jacopetti (ITALIA – 1962 – 108′ col.)

con: Rossano BrazziYves KleinStefano Sibaldi.

MONO-CANEDietro un film come Mondo Cane (1962) di Paolo Cavara, Franco Prosperi e Gualtiero Jacopetti, ci sono almeno due cose fondamentali: prima fra tutte la popolarità dei cinegiornali in Italia, il loro taglio spesso scandalistico e provocatorio, sempre pronto a giudicare in maniera superficiale ed a volte grossolana la maggior parte delle diversità o consuetudini degli italiani. Per seconda cosa un primo tentativo al cinema, un po’ più spinto, di un film che con finti presupposti documentativi si spinge solo verso quelle che sono le più viscerali attenzioni dello spettatore: le pruriginose bellezze di Europa di notte (1959) di Alessandro Blasetti (con sceneggiatura di Ennio De Concini e Gualtiero Jacopetti appunto).

mondo-caneE’ partendo da entrambi questi due punti, e attraverso l’innesto di una massiccia dose di violenza (spesso su animali) che nasce Mondo Cane, e dopo di lui tutto un filone (spesso diretto dalla stessa coppia, o anche separatamente) che prenderà appunto il nome di mondo movies.

mondocane_religionCaratteristica fondamentale è la mancanza assoluta di un racconto che possa chiamarsi tale, l’improbabile veridicità delle riprese (per lo più appaiono finte) nonché una sarcastica voce fuori campo, spesso ai limiti del razzismo. Si passa così senza troppo ragionare dal macello dei maiali su un’isola filippina fino alle sbronze in Germania, dalla commemorazione dei santi in Calabria alla pesca degli squali, in un discorso continuo (tipico appunto del cinegiornale) senza capo né coda, il cui montaggio narrativo si affida solo a poche immagini di chiusura e testa dei singoli frammenti, ganci spesso improbabili e forzati, quasi sempre a contrasto.

Poca ironia e tanto esotismo, macabro o pruriginoso, il mondo è un insieme di passaggi banali su fatti a volte davvero stupefacenti, o molto spesso il contrario.

DOG-S-LIFE-ITALIAN-BRAZZI-JAKOPETTI-1962-RARE-EXYULa musica (di Riz Ortolani) è una costante che, in mancanza di un suono di presa diretta, in realtà  non permette mai di entrare davvero nella credibilità delle immagini, spesso fin troppo elaborate da non poter essere che false. E’ questa un’altra caratteristica fondamentale del genere mondo, prima ancor che venga teorizzato il mockumentary (documentario completamente finto, a partire dal tema o dal soggetto), l’ambiguità del reale mostrato in Mondo Cane diventa quasi uno stile imprescindibile per tutti i film che seguiranno questo fenomeno, capace di durare in sala per quasi un decennio. Più spesso, proprio per il suo carattere prettamente sensazionalistico, questo genere di documentario è stato anche definito shockumentary, un insieme cioè sia di materiale di repertorio che di ricostruzioni il cui obiettivo unico è colpire lo spettatore.

763_titleAntropologia di basso livello, un film come Mondo Cane ha davvero poco da offrire, se non il fascino di qualche ricostruzione storica davvero riuscita, o di qualche materiale di repertorio, purtroppo reinterpretato con molta probabilità in base alle necessità del montaggio.

mondo-cane-movie-poster-1963-1010696193Per i suoi nudi, ma soprattutto per la forza di alcune immagini, il film fu vietato ai minori di 18 anni, e questo, come sempre accade, ha aiutato la sua diffusione nel circuito underground di tutto il mondo, nonché la “continua” colonna sonora di Ortolani. Per questi ultimi motivi infatti, il film si guadagnò anche diversi premi, per la maggior parte legati appunto alla produzione, come quello ottenuto alla 15° edizione del Festival del cinema Cannes (dove fu presentato in concorso) o al David di Donatello dello stesso anno, ma anche una nomination agli Oscar per la colonna sonora.

  1. […] con Alberto Sordi invece si diverte a fare quello che sembra un mix tra Europa di notte (1959) di Alessandro Blasetti e il classico personaggio incarnato dall’Albertone nazionale, come quello del medio borghese […]

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  2. […] o l’inquilino della porta accanto. Segmenti di vita quotidiana si alternano tra loro senza trucchi o effetti di montaggio (che sia parallelo o attrattivo) in un risultato documentaristico raro, che permette alla storia […]

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