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Dyke hard (2014)

In Nicheldome on 10 febbraio 2015 at 12:39

affischArriva dalla fredda Svezia il film per adesso più caldo e chiassoso della 65° Berlinale: Dyke hard (2014) di Bitte Andersson, sulla carta un’avventura lesbo rock and roll, ma sullo schermo anche di più: un gruppo di adolescenti decide di mettere su una band in stile metal anni ottanta, ma dopo il successo del loro primo ed unico singolo ritorna subito nell’oblio e il gruppo si divide. In occasione del Battle of the band, dopo un lungo viaggio pieno di insidie assurde, sarà tempo allora per la resa dei conti.

dykehardokSpinto anche da un progetto di crowdfunding (con goal a soli 5.000 dollari) il folle film di Bitte Andersson è un tritatutto, una citazione continua e senza sosta di icone e sottogeneri (Hannibal Lecter come “The beast”, le teen band in stile glam alla Twin Sisters, e poi zombi e ninja, poliziotti in carrozzella e adolescenti brufolosi, ghost house e women in prison, e ancora e ancora) che con ritmo incalzante canta tutto questo senza mai prendersi sul serio, in un gioco continuo tra non fare cinema o farlo in maniera davvero demenziale (il titolo della band che torna ogni volta che viene pronunciato).

 

 

sem-cop-2_54ba0b2aec07cDyke Hard, nella sezione Panorama della Berlinale, è un film piacevole nel suo guidato nonsense che fa sorridere soprattutto quel pubblico cresciuto sfogliando probabilmente le pagine della rivista di fumetti Heavy Metal, che ha amato il film Il fantasma del palcoscenico (1974) di Brian De Palma più di The Rocky horror picture show (1975) di Jim Sharman, e che da sempre gode nell’approssimazione narrativa del miglior Russ Meyer allo sbando, o del meno controllato Lloyd Kaufman della Troma, tutto in salsa queer, lesbo e gay, e soprattutto musical.

photo_by_nicklas_dennermalmE’ sicuramente questa la trovata geniale della regista Bitte Andersson, di dedicare questo totem del trash ad un genere sempre difficile come il film musicale. In questo caso una operazione riuscita, ed anche la scelta di farlo interpretare tutto in inglese, se da un lato ha reso troppo macchinosi i dialoghi, dall’altro lato ha aggiunto qualcosa di ancora più esotico, almeno quanto lo sono i B-movie.

maxresdefaultTra le scene più divertenti il rapporto saffico tra la tastierista della band e il fantasma, e tutto il personaggio di Buck Blossom, con il balletto tra le braccia di The beast tra i momenti più esilaranti e meglio riusciti.

buona visione.

 

 

  1. […] gli applausi alla prima proiezione del film, in concorso per la prima volta a Berlino in questa 65° edizione del festival. Ed è sicuramente un film molto religioso, che ha nell’accusa rivolta alla chiesa di […]

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