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Flotel Europa (2015)

In Nicheldome on 8 febbraio 2015 at 13:10

201511039_1-700x525Quando nel 1992 scoppiò la guerra in Bosnia, un consistente gruppo di profughi chiese asilo politico anche in Danimarca, dove furono accolti. Non trovando di meglio dove alloggiarli, le autorità di Copenaghen decisero di sistemarli su un palazzo galleggiante, la nave appunto Flotel Europa

Partendo da questa grande e surreale immagine, il regista esordiente Vladimir Tomić (che all’epoca del grande esodo aveva 12 anni) ricostruisce i fatti di quei giorni attraverso il materiale girato in VHS dalle famiglie del Flotel Europa, destinate ai parenti ancora impegnati nel conflitto balcanico.

201511039_2-700x525Un’esperienza collettiva che ci viene mostrata attraverso la visione privata (il destino delle home video), e che attraverso il voice over di Vladimir diventa un’operazione di memoria leggera e ironica, capace di sfiorare anche temi come l’amore e la morte (l’innamoramento per una coetanea e l’overdose di un adulto) senza mai davvero appesantire il tono su una condizione chiaramente scomoda, paradossale.

Un problema, quello della guerra nei Balcani, che si muove senza rotta come la nave dei “diversi” nella storia della follia, una barca che non può mettere radici da nessuna parte, fino al paradosso in cui di nuovo, mussulmani e cristiani e croati si ritrovano quasi nella stessa condizione di condivisione degli spazi e del quotidiano.

 

1423299657061_1199x0685_1423299718000Alternato a scene di un film su un militare eroe bambino, usate per raccontare in realtà le voglie e i tentativi pruriginosi del giovanissimo Vladimir (a detta del montatore e comproduttore Srdjan Keca, usate in maniera burlesque) il documentario Flotel Europa, in questo giorni presentato alla 65° edizione del Festival Internazionale di Berlino, si fa notare principalmente per l’uso massiccio di repertorio su supporto magnetico, in questo momento molto di moda. Operazione iniziata da tempo con Harmony Korine, Pablo Larraìn e poi tutti gli altri, ma che nel lavoro di Tomić assume un carattere sociologico, perché tutto il girato appartiene ad un fenomeno, quello appunto della sostituzione della scrittura con l’immagine, che è emblema di un forte cambiamento storico e linguistico. Purtroppo poco approfondito.

Dopo un inizio scoppiettante (con la registrazione del video della sua famiglia) arriva claudicante al finale.

buona visione.

  1. […] un film in formato 4:3, questa volta girato in 16mm e non frutto di un editing di VHS come Flotel Europa (2015) di Vladimir Tomić, entrambi comunque digitalizzati nel risultato finale. Sembra questa una tendenza […]

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  2. […] del regista cileno Sebastián Silva, il primo girato negli Stati Uniti, presentato ieri sera al 65° Festival Internazionale di Berlino nella sezione […]

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