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1930 – 1939 // LE ALTRE CINEMATOGRAFIE

In Il Tempo Ritrovato on 13 dicembre 2014 at 13:37

AlamIn India il primo film sonoro è Alam Ara (1931) di Ardeshir M. Irani, ma l’enorme varietà di lingue utilizzate nel paese rende difficile la diffusione e accettazione del cinema sonorizzato. È soprattutto per questa differenza linguistica che il paese si specializza invece soprattutto nel genere musical ed in film ballati. Il film Devdas (1935) di Pramathesh Chandra Barua tenta di rinnovare il modello di produzione indiana introducendo elementi del neorealismo nelle sue pellicole. Importante per la crescita del sistema cinematografico indiano è la capacità di riprodurre il modello americano dello star system e dello studio system.

A Hong Kong si trasferisce nel 1936 la casa di produzione cinese gestita dai fratelli Shaw, la Tianyi Film Company, diventando presto la più importante casa di produzione dell’intero Oriente. Il primo film di wuxiapian girato in questo paese è The adorned pavilion (1938) in dialetto cantonese e ispirato ad un racconto d’epoca Ching. Verso la fine di questo decennio le sale cinematografiche in questo paese ammontano ad una ventina circa, ma con già 600-800 posti ciascuna. Nel 1939 è fondata la Dadi, la prima compagnia honkonghese specializzata in film in lingua nazionale.

 

Francisco Franco

Francisco Franco

In Spagna esce il documentario Terra senza pane (1932) di Luis Buñuel, stesso anno in cui in questo paese esce anche il primo film sonoro è Los misterios de la Puerta del Sol (1932) di Francisco Elias. Al termine della sanguinosa guerra civile, i fascisti prendono il potere nel luglio del 1936 con Francisco Franco e la cinematografia nazionale subisce un brusco ridimensionamento sia estetico che ideologico. La creazione del Dipartimento Nazionale di Cinematografia, con sede nella città di Burgos e dipendente dal Ministero degli Interni, nazionalizza definitivamente l’intero settore.

 

  • In Giappone nel 1932 si pensa bene di invadere la Manciuria, inimicandosi la Cina.      L’industria appoggiata dai militari, la Toho, diventa in breve l’unica del paese, ed i grandi cineasti preferiscono allora tenersi in disparte e si distingue fra questi Yasujiro Ozuche con Dekigokoro(1933) dà il via alla sua carriera (dopo la breve esperienza con la commedia), caratterizzata da un cinema introspettivo ed ascetico, da una scelta stilistica radicale (la macchina da presa all’altezza dell’occhio di un cane) e da una lettura sempre distante degli avvenimenti. L’appena rinata casa di produzione Nikkatsudeve abbandonare la produzione già nel 1935 mentre Ozu,regista molto prolifico, si concentra in questi anni sul tema dell’umiliazione,dell’impossibilità da parte del protagonista di riscattarsi, chiudendo questo periodo ideale con il film Figlio unico (1936) [1]. È dello stesso anno però anche Le sorelle di Giondi Kenji Mizoguchi, considerato da molti il miglior film giapponese di questo decennio.

[1]G. Fofi. I grandi registi della storia del cinema. Donzelli Editore. pgg. 113, 116

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Dekigokoro (1933)

In Giappone nel 1932 si pensa bene di invadere la Manciuria, inimicandosi la Cina, per una guerra che durerà anni. L’industria appoggiata dai militari, la Toho, diventa in breve l’unica del paese, ed i grandi cineasti preferiscono allora tenersi in disparte e si distingue fra questi Yasujirō Ozu che con Dekigokoro (1933) dà il via alla sua carriera (dopo la breve esperienza nella commedia), caratterizzata da un cinema introspettivo, ascetico, da una scelta stilistica radicale (la macchina da presa all’altezza dell’occhio di un cane) e da una lettura sempre distante degli avvenimenti.

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Le sorelle di Gion (1936)

L’appena rinata casa di produzione Nikkatsu deve abbandonare la produzione già nel 1935 mentre Ozu, regista molto prolifico, si concentra in questi anni sul tema dell’umiliazione, dell’impossibilità da parte del protagonista di riscattarsi, chiudendo questo periodo ideale con il film Figlio unico (1936) [1]. È dello stesso anno però anche Le sorelle di Gion di Kenji Mizoguchi, considerato da molti il miglior film giapponese di questo decennio.

 

Antonio de Oliveira Salazar

Antonio de Oliveira Salazar

In Portogallo il potere è nelle mani del dittatore Antonio de Oliveira Salazar a partire dal 1931 e la produzione cinematografica è addomesticata alle esigenze del regime militare. Per fortuna resiste l’obbligo di proiettare un cortometraggio portoghese prima d’ogni pellicola straniera, scelta che permette a molti registi di fare la gavetta, anche se l’incentivo alla produzione nazionale si rivolge quasi unicamente a pellicole di facile consumo, commerciali, controllate dalla Segreteria per la propaganda nazionale istituzionalizzata nel 1935.

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Estasi 1931

Nella Repubblica Cecoslovacca, dove a Praga è già molto attivo un forte centro intellettuale distintosi nell’avanguardia artistica, s’instaura un fecondo e reciproco scambio con i paesi che fra le due guerre hanno scelto la via del fascismo, come l’Italia ma soprattutto la Germania. Martin Fric è l’uomo che in questi anni si distingue al di là d’ogni genere cinematografico ed è sempre in questo paese ad essere prodotto il primo film a soggetto con una scena di nudo, Estasi (1931) di Gustav Machatý.

In Albania nel 1938 viene fondata la prima società di distribuzione nazionale, la Shqiptaro Film (AlbanoFilm), la quale assume l’obbligo di proiettare a Tirana 9 film artistici a settimana, dei quali 3 comici. Il 7 aprile 1939 il paese è occupato dall’Italia, e il 2 ottobre viene firmato un accordo tra l’Ente Nazionale Industria Cinematografica (ENIC) con sede a Roma.

Henri Storck

Henri Storck

In Belgio il regista di maggior spessore è un documentarista, Henri Storck, che già alla fine del decennio precedente aveva fondato il primo cineclub nella sua città di Ostenda. Esordisce con due documentari: Pour vos beaux yeux e Images d’Ostense, entrambi ancora muti.

In Polonia prosegue il percorso cinematografico nazionale grazie soprattutto alla figura di Alexander Ford. Nel 1939 il paese è invaso dalle truppe germaniche di Adolf Hitler, attacco che darà vita/morte alla Seconda Guerra Mondiale.

Ganga bruta

Ganga bruta (1933)

In Brasile il film Ganga bruta (1933) di Humberto Mauro è considerato uno dei migliori film in cui si concentrano le maggiori tecniche ed influenze cinematografiche.

In Finlandia la produzione, sebbene in maniera molto lenta, continua ad aumentare portando a quota 9 le pellicole realizzate in questo decennio.

Pal Fejos sul set del film

Pal Fejos sul set del film

In Ungheria si fa notare il film fantasy Maria, leggenda ungherese (1932) di Pál Fejős, interamente interpretato da attori non professionisti.

In Messico si ha notizia delle prime pellicole porno estreme, rimaste anonime: El perro masajista e El Rin Tin Tin mexicano.

In Svezia prosegue il filone esistenziale, testimone di una società atea e tutto sommato stabile.

[1]G. Fofi. I grandi registi della storia del cinema. Donzelli Editore. pgg. 113, 116

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