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Gli invasati (1963) di Robert Wise

In Nicheldome on 5 dicembre 2014 at 13:30

The haunting – Robert Wise (U.K. / U.S.A. – 1963 – 112′ b/n.)

Attori:  Julie HarrisClaire BloomRichard Johnson

thehaunting2Il fenomeno della casa maledetta, presente in gran parte della letteratura gotica di genere, ha sempre avuto un particolare successo al cinema, probabilmente perché legato sia al concetto stesso di mistero nella visione cinematografica, sia all’uso degli effetti speciali che questo tipo particolare di film necessita molto spesso, effetti che aggiungono qualcosa in più alla normale visione che un pubblico di genere sceglie.

thehaunting1963Non è tutto sommato questo il caso de Gli invasati di Robert Wise, dove il fenomeno di possessione malefica della villa viene progressivamente sostituito dal malessere psicologico della sua protagonista, la debole Eleanor (Julie Harris). Più infatti che ai fenomeni spettrali della casa (molto efficace quello della porta che si muove), Robert Wise preferisce concentrarsi sull’aspetto di debolezza psicologica cui i partecipanti all’esperimento del dottor John Markway sono soggetti, creando a loro volta l’immaginario fantasmagorico della casa stessa. Non escludendo che la casa abbia un qualcosa di diabolico, è comunque nella lucida presa di coscienza che rimane indicata la via d’uscita dal mistero.

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Julie Harris

Eleanor infatti è la più debole del gruppo perché corrosa principalmente da un rimorso, un fantasma che in realtà è solo dentro di lei, e che si materializza in una casa che ha tutti i presupposti perché il suo inconscio si manifesti, sebbene vi siano anche dei punti di continuità tra lei e la storia della villa, elementi che oggettivamente vanno aldilà della coincidenza (ed impreziosiscono appunto questo lato misterioso del racconto).

haunting-faceE’ per questo oscillare continuo allora, che il film mostra una sua originalità, capace di tenere in tensione il pubblico per tuta la durata del racconto, senza eccedere troppo nell’uso degli effetti speciali, o nei trucchi narrativi del genere (non c’è sangue, non ci sono gatti che attraversano il campo a sorpresa, non ci sono morti improvvise, ecc…) affidanosi invece completamente all’immaginazione visiva (il ricamo sulla parete che sembra una faccia).

low angled ceilingOggettivamente infatti, man mano che il racconto procede l’attenzione si sposta dai fenomeni inspiegabili della casa (le voci, i rumori, i suoi, le porte che si aprono) ai monologhi ed alle cupe riflessioni silenziose di Eleanor, una donna troppo sola che crede di innamorarsi del medico alla prima gentilezza che questo le mostra, e che trova nella villa dei Crain un rifugio da una vita vissuta all’ombra di una madre malata ed una sorella troppo pragmatica.

La donna che visse due volte (1958)

La donna che visse due volte (1958)

La sceneggiatura di  Nelson Gidding (che adatta il racconto di Shirley Jackson) seppur spostando il centro dell’interesse sull’aspetto di debolezza psicologica di chi si avvicina a questi fenomeni, a rischio di alta suscettibilità, non abbandona mai comunque il mistero del fenomeno parapsicologico, chiudendo il racconto con una circolarità ambigua e misteriosa che non lascia dubbi, ma che unisce luce ed ombra in un unico luogo mentale: la villa dei Crain. C’è qualcosa di Hitchcock ovviamente (La donna che visse due volte (1958) su tutti) con la scala a chiocciola della libreria, la vertigine identitaria di Eleanor, quella doppia personalità che da un lato si difende e dall’altro lato ha bisogno di lasciarsi andare.

Catherine Deneuve

Repulsion (1965)

E’ allora The haunting un film sulla solitudine di una donna che non riesce a liberarsi da questa situazione di abbandono, e che non trova, seppur con l’appoggio di chi le sta in torno, altra via che la fine stessa dell’incubo. In questo ci sono molte cose in comuni con Repulsion (1965) di Roman Polanski, dove appunto ancora una volta si tratta del racconto di una donna debole (Catherine Deneuve) la quale una volta sola in casa si abbandona ai propri incubi (agli occhi di Polanski decisamente più morbosi). 

Efficace fotografia di Davis Boulton, qui alla seconda firma ufficiale, il film ha forse nel personaggio del padrone di casa, il dongiovanni Luke (Russ Tamblyn), il suo unico punto debole. 

gli-invasati_1963_04-620x350Trama. La villa dei Crain è maledetta sin dalla prima pietra, tutti coloro che vi hanno vissuto sono morti in maniera tragica, e adesso questa villa, che nessuno vuole comprare o viverci dentro, è oggetto degli studi del Dr. John Markway. Il professore, specializzato in parapsicologia infatti, ha scelto questo luogo per completare i suoi studi, convinto che qualcosa stia per accadere, e chiede a tre persone in particolare di soggiornare con lui per verificare le sue impressioni. I tre ospiti sono il giovane ereditario della casa, intenzionato a venderla il prima possibile, ma guadagnandoci sopra, la cinica Theodora, selezionata perché considerata una specie di sensitiva, e Eleanor, una ragazza che ha perso l’anziana madre da poco, alla quale aveva dedicato tutta la sua adolescenza.

Immagine30Sin dal primo momento in cui Eleanor entra nella villa, sente che quella possa essere la sua occasione per cambiare vita, per abbandonare il divano del salotto della casa della sorella, e trovare una nuova vita, tutta sua, fantasticando anche su quello che appare l’interesse del dottore. In realtà Eleanor si mostra subito come la più debole e suscettibile al misterioso fascino della villa, tanto che sebbene anche gli altri avvertano strani fenomeni e presenze, è solo Eleanor a vedere la sua psiche peggiorare con il passare del tempo. Quando poi arriva la moglie del medico alla villa, la situazione per lei peggiora drasticamente.

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