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Sweet Sweetback’s Baadasssss Song (1971) di Melvin Van Peebles

In Il Tempo Ritrovato, Nicheldome on 4 novembre 2014 at 10:55

Sweet Sweetback’s Baadasssss Song – Melvin Van Peebles. (U.S.A. – 1971 – 97′ col. also knows Sweet Sweetback)

Attori: Melvin Van PeeblesSimon ChucksterHubert Scales

Sweet_Sweetbacks_Baadasssss_Song_02Considerato spesso come il primo film di genere blaxploitation, ma in realtà anticipato da Pupe calde e Mafia nera (1970) di Ossie Davis, il film di Melvin Van Peebles è comunque il primo lungometraggio appoggiato dalla comunità nera e soprattutto dalle Pantere Nere. Il suo inizio, con la muta sequenza di primi piani delle donne che danno da mangiare ad un povero bambino, ed un uomo in fuga, anticipano infatti quello che nelle didascalie introduttive è un vero omaggio ai fratelli e le sorelle nere che ne hanno abbastanza dell’uomo bianco.

vlcsnap-2014-01-04-13h49m32s168L’immagine del bambino all’inizio ricorda il quadro dei mangiatori di fagioli di patate di Van Gogh (origini olandesi nel cognome di Van Peebles? Sicuramente visse in Olanda dove affinò la sua arte pittorica e fumettistica) ma spiazza nel momento in cui una donna adulta se lo porta a letto, trasformandolo in adulto in una notte (con gospel in sottofondo e applausi finali). Quello di Melvin Van Peebles sembra dunque un film votato sin da subito all’eccesso, con spirito goliardico egli infatti mostra il sesso soprattutto come flusso vitale dell’intera comunità (già dolce nel titolo, ma anche molto criticato successivamente dal movimento femminista), comunità raccolta tutta in una casa ad assistere ad uno spettacolo teatrale sui costumi sessuali.

sweet_sweetbacks_baadasssss_songMelvin Van Peebles fa tutto in questo film (soprattutto dopo l’insuccesso del suo esordio L’uomo caffelatte dell’anno prima) dalla scrittura all’interpretazione del protagonista, appoggiato in tutto e per tutto dalla comunità afro: il cast di attori non professionisti infatti è riassunto sin nei titoli di coda da una chiara scrittura The Black Community; ma la storia dice anche che per non aver problemi durante le riprese il set fosse tutto armato. Si tratta infatti di un film di rivolta, non solo nelle intenzioni, ma soprattutto nei fatti: Sweetback uccide poliziotti bianchi, riesce a fuggire, riesce ad essere una minaccia incontrollabile (come nella didascalia finale). È un film che nel suo obiettivo ha quello di mostrare una minaccia, quella dell’afroamericano che non abbassa più la testa.

vanPeebles1970La regia di Van Peebles è anche una regia fresca che sa stare al passo con i cambiamenti linguistici e le contaminazioni: camera a mano e uso del negativo sono le principali cifre del film, ma anche i brevi stop-frame durante il primo arresto di Sweetback portano assieme al tema musicale ed al messaggio politico una ventata di freschezza, sostenuta da una musica frenetica e da un montaggio veloce e dinamico. Anche il suono non è sottovalutato: nella scena della tortura all’amico di Sweetback, i poliziotti sparano vicino alle sue orecchie per farlo diventare sordo, ed anche qui, con veloci passaggi a negativo l’immagine si unisce al suono in maniera semplice ma estremamente funzionale (c’è anche lo split screen).

Melvin Van Peebles

Melvin Van Peebles

La povertà dei mezzi non fa altro che esaltare la visione di questo progetto filmico illuminato, se si considera il percorso purificatore nel deserto del protagonista, in una forma di ascesa della rivolta (accompagnata ancora una volta dal canto gospel che lo incoraggia ed incalza) dove non mancano spunti di ironica autocritica (il ragazzo di colore che pulisce con il sedere le scarpe di un bianco) raccontata con l’effetto di una chiara presa di coscienza, nonché di posizione. Sweetback da bambino è interpretato dall’esordiente figlio di Melvin, Mario Van Peebles, poi futuro regista.

Sweet_Sweetback_s_baadasssss_song_1971_Trama. Los Angeles. Comunità afro: alcune donne di un bordello si prendono cura di un bambino offrendogli da mangiare ed una di loro lo trasforma in adulto seducendolo. È lei a dargli il soprannome di Sweetback. L’uomo incomincia una carriera da gigolo ed una sera, dopo una performance in un appartamento, per difendere un ragazzo di colore è ricercato dalla polizia con l’accusa di omicidio. Viene arrestato da due poliziotti bianchi ai quali il capo della polizia ordina di ucciderlo simulando un incidente. Una rivolta per le strade mette fuoco all’auto dove i due poliziotti lo stanno per trasportare, mettendo Sweetback nelle condizioni di fuggire. Il gigolo finisce a casa di una donna, mentre la polizia tortura un suo amico per avere notizie su dove possa nascondersi. Uscito dalla città, Sweetback si rifugia in un gruppo di motociclisti capeggiati da una donna bianca, che sfida a letto, vincendo.

sweetback_12La fuga non ha ancora fine ed altri due poliziotti sono ammazzati, complicando la situazione. Man mano la fuga lo porta sempre più lontano dalla città, in direzione della periferia prima e del deserto poi, dove riesce a resistere mangiando quel che trova per terra, difendendosi da cani che e uomini che sul confine con il Messico gli continuano a dare la caccia.

 

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