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Shaft il detective (1971) di Gordon Parks

In Il Tempo Ritrovato, Nicheldome on 3 novembre 2014 at 12:11

shaft-movie-poster-1971-1010685939Shaft il detective – Gordon Parks. (U.S.A. – 1971 – 98′ col. – Tit.Or. Shaft)

con: Richard Roundtree, Bunpy Jonas, Charles Choffy, Gwen Mitchell, Christopher St. John

Shaft non è il primo poliziesco in salsa black, che lancia cioè il genere blaxploitation a metà degli anni Settanta, ma è il punto di successo più alto di questo genere, sicuramente a livello commerciale. A favore di questo enorme successo infatti è innanzitutto la questione sociale che affianca il progetto: la rivendicazione da parte della comunità nera di una autonomia ed indipendenza anche artistica di fronte ai processi di produzione cinematografica. In questi anni infatti vengono prodotte per il circuito di cinema undeground una serie di cloni di pellicole bianche riproposte con attori e registi afroamericani.

Sweet Sweetback’s Baadasssss Song (1971) di Melvin Van Peebles aveva inaugurato il fenomeno infatti rimanendo nel circuito underground, senza sostegno di alcuna major, ed ottenendo l’appoggio intellettuale delle Black Panthers. A contributo di questo fenomeno le musiche che già nei polizieschi bianchi affondavano in realtà in ritmi e suoni decisamente afro e latini. In Shaft il detective (tratto dal romanzo Shaft contro la Mafia scritto dal bianco Ernest Tidyman) tuti questi elementi vengono messi insieme con l’obiettivo di massimizzare i profitti di questa nuova tendenza ed in qualche modo di portare a sé una nuova comunità di consumatori: quella afroamericana.

Shaft-1971-filmIn questo film in particolare per esempio è la colonna sonora di Isaac Hayes a rendere la pellicola estremamente godibile nonostante una povertà di mezzi fin troppo evidente (colonna sonora che ottenne sia un premio Oscar per la singola canzone del tema del film, che un Golden Globe). Tornando al personaggio ed alla struttura drammaturgica del film, non possono negarsi nemmeno nel testo di Tidyman i riferimenti al detective Marlowe di Raymond Chandler (dall’idea dell’investigatore privato sino a quella del boss che lo assume alla ricerca della figlia) ma non possono nemmeno nascondersi una serie di rivendicazioni, di cui sopra parlavamo, fin troppo evidenti (forse ora banali).

Richard Roundtree

Richard Roundtree

John Shaft infatti (interpretato dalla simpatica faccia di Richard Roundtree) è un detective con molti meno problemi rispetto a Marlowe (non ha alcun difetto morale) ma soprattutto è uno che armeggia un sacco di soldi e che paga per qualsiasi informazione, come se la comunità nera americana sentisse il bisogno (in questo film prodotto Metro Goldwyn Mayer) di mostrare anche una propria salute economica. Non è questo l’unico simbolo di questa rivendicazione, perché ci sono anche le continue battute con Androzzi, e soprattutto la scena in cui John si porta a letto una cliente bianca conosciuta in un club.

italian_pbusta_18x27_dirty_harry_set_of_4_a_HP01341_LShaft quindi, che non ha un buon ritmo e nemmeno una buona regia, è più un successo commerciale che porta le majors ad interessarsi al consumo degli afroamericani nel campo cinematografico, piuttosto che un vero film di rivendicazione di una condizione sociale di una comunità allargata come quella degli afroamericani. Singolare è il fatto che nello stesso anno esca sia Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo di Don Siegel, che Il Braccio violento della legge di William Friedkin, due film che in qualche modo superano l’idea del detective privato per introdurre quella della violenza privata e della legittima difesa. È come se, una volta maturato ad Hollywood il filone noir del detective privato, sia stato concesso alla comunità black di parteciparvi.

deskshaftwhosred800Lo stesso fenomeno si ripete anche per i generi classici horror, come Blacula (1972) di William Craine, mentre l’America bianca già si interrogava sull’orrore moderno e quotidiano. Tanto fu il successo al botteghino comunque di Shaft il detective che ovviamente vennero realizzati subito dopo due sequels Shaft colpisce ancora (1972) sempre di Gordon Parks e Shaft e i mercanti di schiavi (1973) di John Guillermin, ed un’intera serie televisiva passata in onda sulla CBS tra il 1973 e il 1974. I neri d’America finalmente avevano un loro rappresentante anche in televisione. Remake di questo film è stato fatto nel 2000 da John Singleton, nel quale il regista Gordon Parks partecipa solo con un cameo, e il detective Shaft è interpretato da Samuel L. Jackson.

Shaft_003PyxurzTrama. New York City. Un uomo di colore cammina per le strade, con le mani nelle tasche del suo inconfondibile impermeabile. Un ragazzo lo ferma offrendogli un orologio e lui rifiuta mostrandogli il suo tesserino di poliziotto. È John Shaft, il detective, che scopre di essere cercato da due persone. Ad affiancarlo è anche il tenente Andreozzi, bianco, che gli chiede alcune informazioni su quello che sta accadendo nel quartiere. John riesce a trovare i due che lo stanno cercando, facendone morire uno, e scoprendo dall’altro che è Bunpy, il boss di Brooklin che lo sta cercando. La polizia punta il fiato sul collo di John a causa del morto ed ottiene che Shaft collabori con loro per evitare un’accusa di omicidio. John incontra il boss Bumpy e accetta una offerta di lavoro: trovare la figlia rapita. Secondo il boss è stata rapita da un gruppo di “agitatori” del quartiere, ma una volta raggiunto il gruppo, qualcuno fa una strage dei suoi elementi, e solo Shaft ed il suo vecchio amico Ben, capo delle Black Panthers, riescono a sfuggire.

movie_shaft_12Ancora la polizia, sempre nella figura del sergente Androzzi, informa John che è in atto una guerra in città, tra la malavita nera di Bumpy e quella bianca di una famiglia di mafiosi interessata a conquistare la città, e che probabilmente ha sequestrato la figlia di Bumpy. Shaft e Ben hanno conferma dei fatti proprio da Bumby ed ottengono un lauto compenso per continuare a seguire il caso. Bumpy infatti ha fatto in modo che i due si incontrassero perché Ben ha un esercito di uomini da mettere a disposizione di Shaft, per combattere la mafia e riprendere la propria figlia. Una sera in un club John riconosce due italiani che Androzzi gli aveva mostrato in alcune fotografie, e fingendosi cameriere riesce a trattenerli e farli arrestare chiamando proprio Androzzi. Shaft riesce a trovare il luogo dove la ragazza è sequestrata, ma non riesce a liberarla, ferito in un conflitto a fuoco. Scoperto dove la ragazza viene di nuovo nascosta, sono i ragazzi di Ben questa volta ad entrare in azione, accerchiando l’hotel nella quale è stata trasferita.

  1. […] Peebles, il regista che ha dato inizio alla blaxploitation, sottogenere che poi la stessa Hollywood fagociterà in cambio di una fetta di mercato, questo documentario per la televisione si pone l’obiettivo di ricostruire la figura […]

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  2. […] l’apripista appunto politico della produzione poi definitiva di blaxploitation, assieme a Shaft (1971) di Gordon Parks, già però in una versione meno politica e più […]

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