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Viy (1967)

In Videodrome on 24 ottobre 2014 at 19:46

viy-coverL’Unione Sovietica non ha una grande tradizione di cinema di genere, e non è davvero facile trovare nella corposa produzione anche di tutte le sue regioni film di genere. La cinematografia sovietica infatti associa a tutti i film di natura fantastica (compreso l’horror) in un unico genere appunto, nel quale la maggior parte dei lavori sono di pura fantascienza spaziale (per ovvi motivi politico-militari) o al massimo di antiche tradizioni letterarie o folcloristiche.

viy1E’ questo sicuramente il caso di Viy (1967) di Konstantin Ershov e Georgi Kropachyov, tratto da una macabra leggenda popolare ucraina, che a distanza di anni si potrebbe inserire nel sotto genere horror. Viy è lo spirtio maligno (Spirit of Evil è infatti la traduzione del titolo per il mercato estero) evocato da una strega che si è impossessata del cadavere della figlia di un facoltoso cosacco. A scacciare questo demone viene chiamato il giovane filosofo seminarista Khoma il quale è tenuto a pregare per tre notti contro il demone.

viy-1024x593In realtà il giovane filosofo ha un’anima non del tutto pura, si lascia andare ai vizi, primo fra tutti quello del bere. Superate le prime due notti però, nelle quali il giovane monaco ha capito come difendersi dagli attacchi della strega, da solo con il cadavere della giovane donna, non riesce a difendersi dall’ultimo terrificante attacco delle forze del male, soccombendo proprio allo spirito del Maligno che distrugge il suo incantesimo lasciando che anche tutti gli altri fantasmi possano avere il sopravvento della sua anima.

ViyViy è sicuramente un racconto educativo, che mette in discussione la natura viziosa dell’uomo in generale, ma che nella figura del protagonista filosofo, mette in guardia come sempre il pubblico (popolo) dai difficili e controversi percorsi della religione, del vizio, della fede, del coraggio. Viy è un tipico dilm di come si facevano in Unione Sovietica durante la guerra fredda, ma è anche forse il primo film di genere horror di questo paese, in qualche una piccola incursione gotica (la strega evoca anche i vampiri…) che non ha proprio nulla da invidiare allo stesso filone gotico del cinema lowbudget americano di Roger Corman o della casa di produzione inglese Hammer.

viy-1967-11Viy è infatti girato in maniera sorprendente (si tratta comunque di un film a grosso budget della Mosfilm), ed è molto creativa soprattutto nella sua parte fantastica, con carrelli vorticosi e sovrimpressioni efficaci, che raggiungono il loro apice nella terza notte, dove il talento di Aleksandr Ptushko (effetti speciali e coautore della sceneggiatura) non ha davvero limiti. Mostruosità e cambi di prospettiva, uso del colore, braccia che escono dalle pareti (devono ancora arrivare i morti viventi di George A. Romero) e vecchi trucchi oggi forse un po’ datati, mantengono ancora tutto il fascino di una realizzazione pregevole ed efficace.

viy25Khoma (interpretato da Leonid Kuravlyov, solo all’inizio di una carriera infinita in patria) è un personaggio perso da subito, sin dalle prime battute, che cerca di sconfiggere i suoi demoni (è il rito della preghiera, che egli fa leggendola come se fosse per la sua di anima) e che però ad essi non può che soccombere. Khoma è l’animo debole del popolo russo, così come debole deve essere stata la giovane donna (tanti sono i riferimenti alla possessione come cattiva condotta in vita) ed è dunque un grande motto educativo per il popolo, ma è anche un omaggio alla grande tradizione letteraria ucraina (il racconto originale è stata scritta dal letterato ucraino Nicolai Gogol).

  1. […] Viy – Konstantin Ershov, Georgi Kropachyov (U.R.S.S. – 1967 – 77′ col) […]

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