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Black Death (2010)

In Nicheldome on 10 ottobre 2014 at 16:47

blackdeath (28)Non si dovrebbe fare un film sulla peste di soli primi piani, eppure è questo il caso di Black Death – Un viaggio all’inferno (2010) di Christopher Smith, che è un film di soli primi piani ma almeno non un film sulla peste, sebbene tale voglia apparire sin dall’inizio: in un convento da qualche parte in Inghilterra, un frate viene portato via pieno di bubboni di sangue esplosi, il male si sta spargendo ovunque, ed il cavaliere Urlich raggiunge questo luogo sacro per chiedere una guida che accompagni lui e il suo gruppo di violenti mercenari in un villaggio che si dica non sia stato mai toccato dalla peste, e che sia il villaggio di Dio.

Black-DeathA fargli da guida viene scelto il novizio Osmund il quale, non appena in cammino, scopre che le cose non stanno esattamente come Ulrich le ha raccontate al convento. Peccato che una volta giunti nel villaggio, le cose non stiano nemmeno come Ulrich aveva immaginato.

black-death-movie-posterIl gioco delle parti inizia dunque a ribaltarsi tra persecutori e perseguitati, in quello che è il grande dubbio della fede: come può Dio concepire il male? Come può un buon cristiano armarsi di fede e compiere un omicidio? Come può Dio amare se ci priva di ciò che amiamo? La risposta potrebbe essere una ragazza che torna in vita….

blackCome detto in testa, Black death ha il grosso difetto, soprattutto all’inizio, quando cioè la storia deve ancora partire, di essere fatto di molti piani stretti, appesantendo lo start con una messa in scena purtroppo molto televisiva. E’ però nella sua trama (caratteri banali ovviamente a parte) che man mano trova un giusto equilibrio superando i difetti evidenti e coinvolgendo lo spettatore in un delirio alla The wicker man (1973) di Robin Hardy. La sceneggiatura di Dario Poloni (italo-irlandese) non tira però dritto alla solita lotta tra riti pagani e nuove religioni monoteiste, ma più ad una questione di diritti, di scelte, di essere liberi di decidere da che parte stare, e perché. Certo, in alcuni momenti sembra che il film possa andare anche in direzione di Dal tramonto all’alba (1996) di Robert Rodriguez, ma per fortuna non è così.

blackdeath (11)C’è molta camera a mano e anche qualche scenografia un po’ troppo alla Xena – Principessa guerriera (il telefilm del pomeriggio per intendersi), ma c’è anche chi ha fatto la trilogia de Il signore degli anelli (Sean Bean nel ruolo del cavaliere Ulrich), il tutto miscelato da una regia sobria un po’ priva di carattere, una fotografia che si esalta troppo spesso nel controluce, ed un gruppo di caratteristi a volte fascinosi a volte irritanti, dipende da quanto la penna abbia fatto per i loro dialoghi datati sostenuti da movenze da action movie. Interessante la prigionia del gruppo nell’acqua, alla Il cacciatore (1978) di Michael Cimino, volontaria o no, comunque efficace.

buona visione.

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