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1930 – 1939 // ITALIA

In Il Tempo Ritrovato on 13 luglio 2014 at 12:11

1370_s9_lacanzonedellamoreIl giorno 8 ottobre 1930 è presentato il primo film sonoro realizzato in questo paese: La canzone dell’amore di Gennaro Righelli. Durante l’ascesa del fascismo si diffonde una produzione cinematografica di genere così particolare da assumere il nome di cinema dei telefoni bianchi, filone grazie al quale il regime mostra al proprio pubblico una realtà più rosea di quanto sia realmente la condizione nella quale versa il popolo. Il cinema dei telefoni bianchi sfrutta in particolare l’elemento scenografico (oltre quello narrativo della commedia) prediligendo ambientazioni ricche, fastose (scalinate, statue classiche) in un’orgia di benessere illuminata sempre di luce bianca, nella quale i personaggi, interpreti di ceti differenti, raggiungono il lieto finale grazie all’impegno che permette ad uno dei due protagonisti, solitamente chi versa in condizione peggiore, la scalata fino all’altro.

La segretaria privata (1931)

La segretaria privata (1931)

Un cinema d’ascesa si potrebbe definire dunque, inaugurato dal film La segretaria privata (1931) di Goffredo Alessandrini (sostenitore e sostenuto dal regime). L’anno dopo il regime fascista inaugura anche il primo Festival internazionale del cinema a Venezia (1932) (stesso anno in cui il linguista Bruno Migliorini utilizza il termine regista in questo paese, in un articolo pubblicato su una rivista specializzata).

Umberto Barbaro

Umberto Barbaro

Sempre nel 1932 è portato sullo schermo uno dei rari film con un’intera classe operaia rappresentata, quella di Ancona che partecipa al lavoro dei Cantieri nell’Adriatico (1932) di Umberto Barbaro.

forzano_camicia-nera_titolo-1939Come accade anche nella maggior parte dei paesi governati dai regimi, anche in Italia il genere documentario è utilizzato per creare veri e propri filmati di propaganda tra i quali Camicia nera (1933) di Giovacchino Forzano. Nel 1934 entra in vigore il nulla osta per la circolazione pubblica dei film, un modo di ordinare il mercato da un lato e istituire una prima censura dall’altro. È attraverso questa prima forma di controllo che lo stato si può permettere di fare circolare soprattutto pellicole d’evasione per il popolo, impendendo la realizzazione di lavori di riflessione, più impegnati. E’ dello stesso anno quello che in questo paese viene considerato il primo documentario a base d’archivio [1], commissionato dall’istituto LUCE, Gloria (1934) del navigato documentarista Roberto Omegna.

mop-1darounmilioneDarò un milione (1935) di Mario Camerini è il film sul quale per la prima volta il grande sceneggiatore Cesare Zavattini appone la sua firma, nello stesso anno in cui la CINES chiude i propri stabilimenti (e viene salvato dal suo fallimento solo il ramo della distribuzione e dell’esercizio, con la costituzione dell’ENIC, Ente Nazionale per l’Industria Cinematografica) mentre viene inaugurato il Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma. L’idea di realizzare invece la più grande città di cinema di tutta Europa viene a Luigi Freddi che commissiona il progetto all’ingegnerie Carlo Ronconi e all’architetto Gino Peressutti. Nel 1936 intanto, l’Italia si rilancia nel colonialismo e viene conquistata la capitale Adis Abeba e annessa l’Etiopia, con la conseguente nascita dell’Impero dell’Africa Orientale Italiana. Nel 1937 terminano i lavori di recupero degli stabilimenti CINES e la conseguente costruzione degli studios di Cinecittà, inaugurata il 28 aprile dello stesso anno. Il progetto di una grande fabbrica di cinema italiano è completo.

Il signor Max (1939)

Il signor Max (1937)

Il signor Max (1937) di Mario Camerini (sostenuto e sostenitore del regime), con la partecipazione del giovane attore Vittorio De Sica, diventa simbolo di tutto questo periodo di crescita cinematografica. Nello stesso anno esce nelle sale il film Scipione l’Africano (1937) di Carmine Gallone, pellicola che entra nella storia del cinema italiano non tanto in quanto film di successo (nonostante la Coppa Mussolini alla quinta edizione della Mostra del Cinema di Venezia), ma quanto per la celebre dimenticanza che

Scipione l'africano (1937)

Scipione l’africano (1937)

fa in modo che un legionario, interpretato da una comparsa, si trovi con un orologio al polso. È anche il primo esordio al cinema (sempre come comparsa) dell’attore Alberto Sordi, oltre probabilmente al primo film interamente realizzato nei nuovi studi di Cinecittà. In quanto all’organizzazione del cinema nell’intero paese, il fascismo contribuisce al suo sviluppo con un rigido protezionismo doganale nei confronti di pellicole straniere (per la maggior parte americane) attraverso la legge Alfieri che ne decide il blocco a partire dal 6 giugno 1938.

180La legge, oltre a proteggere gran parte del mercato nazionale, prevedeva incentivi alle società di produzione calcolate sulle percentuali degli incassi, invogliando così il mercato ad aumentare il volume dei prodotti cinematografici. Più in generale, è la produzione di genere storica quella che rappresenta un’altra grande fetta del mercato di questo decennio, il cui scopo è soprattutto quello di creare le basi mitiche ed ideologiche del nazionalismo fascista, attingendo soprattutto a precedenti fenomeni storici come il Rinascimento, o utilizzando tutti gli eroi nazionali a disposizione, spesso attribuendo loro un ruolo tra i precursori del pensiero fascista.

Antonio De Curtis in Animali Pazzi (1939)

Antonio De Curtis in Animali Pazzi (1939)

Antonio de Curtis, in arte Totò, inizia a costruire il suo personaggio proprio alla fine del decennio con il film Animali pazzi (1939) di Ludovico Bragaglia.

 

[1] Definizione data da Ansano Giannarelli e Silvia Savorelli e recuperata su Il reale allo specchio. A cura di Giovanni Spagnoletti. Marsilio. pg. 81

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  1. […] e luoghi comuni italiani. E’ questo forse il motivo per cui realizza Il diavolo (1963) con Alberto Sordi, storia di Amedeo Ferretti, un compratore di pellicce, che si reca a Stoccolma per un’asta […]

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  2. […] sbarcano in Sicilia. L’armistizio dell’8 settembre del 1943 trasforma gli studi di Cinecittà in un ricovero di sfollati e i tedeschi ne approfittano per saccheggiare anche tutte le […]

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  3. […] 9 film artistici a settimana, dei quali 3 comici. Il 7 aprile 1939 il paese è occupato dall’Italia, e il 2 ottobre viene firmato un accordo tra l’Ente Nazionale Industria Cinematografica (ENIC) […]

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  4. […] Germania dirige il primo film pacifista della storia del cinema, Westfront (1930), anche se poi, com’è accaduto anche a diversi registi italiani durante l’ascesa del partito di Benito Mussolin…, anche lui passa al servizio del […]

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