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Surveillance (2008)

In Videodrome on 26 Mag 2014 at 10:32

Surveillance. Jennifer Chambers Lynch (U.S.A. – 2008 – 97′ – col.)

Con: Julia OrmondBill PullmanPell James

iu2A volte non è facile scegliere a chi credere o a cosa credere, specialmente a cinema. Per raggiungere la verità, a volte, è così necessario sedersi davanti a tre schermi ed ascoltare la confessione simultanea di tre indagati: un poliziotto corrotto, una ragazza killer ed una bambina che ha forse capito tutto. E’ questo il plot sintetico di Survellance (2008) di Jennifer Chambers Lynch, un film teso per tutta la sua durata che ha un solo grande difetto: l’incredibilità del tutto. Il cognome della regista è uno di quelli difficili da portare al cinema, perché lei è la figlia del regista David Lynch, ed in un film come Surveillance ovviamente ci si può attendere o che sia un film “alla Lynch” o che non lo sia per nulla.

Kent Harper

Kent Harper

Un impianto che si monta man mano alla perfezione, dove la verità sfugge nemmeno passasse dalle mani di Kurosawa o Kubrick, che sguiscia via perché sulla bocca di tutti, raccontata da tre punti di vista, una verità manipolata e corrotta (tutto avviene in una stazione di polizia, dalla quale partono i flashback sul racconto) che può essere afferrata solo da una bambina, e raccontata all’orecchio perchè nessuno possa sentirla, riconoscerla, prima del grande capovolgimento finale.

Ryan Simpkins

Ryan Simpkins

E’ forse questo il vero difetto allora di un film che per 70 minuti fila liscio come se fosse il thriller dei thriller, da Kalifornia (1993) di Dominic Sena a Cuore Selvaggio (1990) di David Lynch (che in Surveillance fa da produttore esecutivo), con accenni musicali alla Badalamenti e poetica della tensione tutto sommato raffinata, che si perde proprio in quello che è il cambio oggettivamente più forzato di tutto il racconto: non è detto che chi controlla sia davvero il controllore.

Bill Pullman

Bill Pullman

Peccato, perchè gli attori sono bravi (sorprendente Bill Pullman), la fotografia è molto buona, il montaggio è a sostegno del ritmo e quasi mai dell’effetto, se non fosse per questo brusco cambio in puro stile Saw – L’enigmista (2004) di James Wan che porta il film in una direzione e su un tono che forse non meritava.

Gran ritmo, buon acting, buona fotografia, il film avrebbe potuto continuare liscio per la strada naturale sulla quale era già lanciato ad alta velocità…ma probabilmente non avrebbe detto nulla e si sarebbe schiantato con troppo danno per il pubblico.

buona visione.

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