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I saw the devil (2010)

In Videodrome on 26 Mag 2014 at 19:49

Akmareul boatda. Kim Jee-woon (Corea del Sud. – 2010 – 141′ – col.)

Con: Byung-hun LeeMin-sik ChoiIn-seo Kim

I-Saw-the-DevilOld boy. Il giustiziere della notte. Irreversible. A tratti un film televisivo, ma quando ci sono le scene d’azione con Kim Jee-woon si sale decisamente di livello. Tra tanti pregi e pochi difetti, già mostrati nei precedenti lavori Two Sisters (2003) e Il buono, il matto, il cattivo (2005)I saw the devil è uno anomalo rape & revenge lungo due ore che a volte eccede in questa folle vendetta (puramente fisica) e che si lascia soprattutto abbindolare da una grande performance degli attori, oltre che una discreta fotografia pop.

I Saw the Devil 18E’ ancora una volta la storia di un lutto (come sempre parente di un ufficiale di polizia), di un uomo che decide di vendicarsi perseguitando l’assassino della sua compagna, lasciandolo libero di compere ancora i suoi atti di violenza, per poi interromperlo sul più bello ed infierire su di lui. C’è anche qualcosa di Sergio Leone e John Woo, e Seven (lo sapevi ce era incinta?) ma è proprio quando pensi a tutto questo che ti accorgi che il Kim Jee-woon  ha da sua la tradizione, l’epopea eroica tipicamente asiatica, capace ancora di sorprenderti: dopo tutte queste citazioni e questi intrecci, ti ritrovi dopo un’ora e mezza che il film vuoi vedere ancora come va a finire (dove va a parare).

i-saw-the-devil-w1280In fondo I saw the devil è soprattutto un thriller “all’americana” con tanta action (premio Miglior montaggio all’Asian Film Academy nel 2011) sempre ben impacchettata che tira avanti il film in un continuo duello tra poliziotto e killer pazzoide, tra vittima e carnefice. Più gore di quanto ci si aspetti (teste spaccate, coltellacci ben assestati, bocche distrutte e chi più ne ha più ne metta) è letteralmente un gioco al massacro, dove un poliziotto si avvicina sempre di più alla violenza dell’assassino, in un processo di nemesi distillata su ogni colpo. Su questo il messaggio non è molto chiaro (dall’inizio del film basterebbe catturarlo e tutto sarebbe finito, potrebbe domandarsi quella parte di pubblico che vorrebbe andare a casa tranquillo), perché I saw the devil alla fine ovviamente non va a parare da nessuna parte, soprattutto perché con un tendine di Achille tagliato avresti dovuto abbandonare la gara dopo 40 minuti di film. Pazzesca la scena dell’accoltellamento in taxi (un po’ Grindhouse – A prova di morte (2007) ma bellissima).

 

 

Min-sik Choi

Min-sik Choi

Potrebbe essere un film  sulla sofferenza dei parenti delle vittime, ma purtroppo non lo è, nonostante l’ultima lunga inquadratura (dopo 2 ore e 20 minuti). C’è un solo grande mattatore: Min-sik Choi – Old boy (2003), Crying Fist – Pugni di rabbia (2005) e Lady vendetta (2005) – uno insomma che ci sa fare sia con i pugni ed ha una presenza scena mai indifferente. Gioca molto, ma tiene il film in piedi.

buona visione.

I-Saw-the-Devil

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