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Il servo (1963)

In Videodrome on 15 aprile 2014 at 14:14

IL SERVO - Italian Poster by Enzo NistriThe servant. (U.K. – 116′ – b/n.)

Con: Peter GreeneAlice LevittMegan Owen.

Londra. Il giovane e rampante Tony ha appena acquistato un appartamento, ed ha assunto un maggiordomo che si prenda cura di lui e della casa: Hugo Barrett. Quest’ultimo è un lavoratore esemplare, dai modi raffinati e colto, abbastanza da poter prendere decisioni o dare consigli circa stile quello che bere, quello che mangiare, quello che serve all’appartamento. A non vedere di buon occhio la sua presenza è Susan, la compagna di Tony, che sente troppo ò’invadenza del nuovo arrivato, e avverte soprattutto un forte legame tra i due. in fondo Susan è una donna e certe cose le intuisce prima: qualche giorno dopo arriva in casa Vera, presentata come la sorella di Hugo, ed è quando tony non è in casa che i sospetti di Susan si fanno concreti, perché Hugo e Vera se la spassano con quello che non gli appartiene.

517439929_e98b79d649_oIn fondo non sono nemmeno fratello e sorella, ma amanti, e in fondo sono anche così determinati da fare in modo che Vera rimanga in casa, offrendosi a Tony. Le cose peggiorano sempre di più, mentre Tony diventa sempre più schiavo di Hugo, fino a che non lo deve licenziare dopo averlo scoperto con Vera, e anche riprenderlo in casa qualche mese dopo, perchè troppo solo. I rapporti allora cambiano tra i due, e la strada preparata da Hugo sembra ormai spianata verso il capovolgimento definito dei ruoli.

serv35Amara, amarissima messa in scena della lotta di classe, scritta per il cinema da Harold Pinter che adatta il romanzo di successo di Robin Maugham. Non un film facile sicuramente, praticamente tutto raccontato tra le mura che fanno da cornice ad un rapporto che si capovolge di fronte ai nostri occhi, nell’unico verso possibile. Un pregio, quello del regista, di fornirci tutte le informazioni necessarie prima che tutto avvenga, come in un perfetto thriller nel quale si vorrebbe dare consigli ad un protagonista in balia degli eventi così come dei sotterfugi di un uomo che è maligno, ma è anche molto elegante: un gentleman che serve gentleman. E’ la società inglese che cerca di ridefinire i ruoli, attraverso la boria e l’incapacità di progettualità da parte di uno (il ricco) e l’arroganza invece dell’altro (il servo) complementari sin dai colori (biondo uno e scuro l’altro). si è servi del consumo allora, si è servi del lusso, senza un briciolo di progetto, senza un briciolo di orizzonte se non continuare con il colonialismo e il capitalismo metropolitano (il progetto che dovrebbe portare Tony in Brasile per distruggere la foresta ed alzare città da popolare).

jjyybJoseph Losey è un grande regista, sa dove mettere la macchina da presa e sa come muoverla, ma questo film in particolare è tutto sulle spalle robuste di Dirk Bogarde (premiato come miglio attore ai BAFTA del 1964) in una delle sue migliori interpretazioni, quella appunto del servo Hugo Barrett. Da non sottovalutare sicuramente anche il lavoro dell’esordiente James Fox (nel ruolo di Tony) anche lui premiato ai BAFTA come miglior esordiente, appunto. Ma Bogarde rimane lui, per tutto il tempo, a rubare la scena, ad impreziosirla, con quel suo modo di essere perfetto all’inizio, e perdersi man mano, fino alla conquista del ruolo che aveva tanto desiderato.

 

buona visione.

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