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Fedora (1978)

In Videodrome on 8 aprile 2014 at 22:23

Fedora. Billy Wilder. (U.S.A. – 1978 – 116′ – col.)

Con: William Holden, Marthe Keller, Hildegard Knef, Mario Adorf.

Fedora-tt0077539-1978-Billy-Wilder-itCi sono autori, non solo registi, che sono in grado di schiacciarti sulla poltrona e portarti dentro una storia dopo nemmeno 15 minuti (come recitano i manuali di sceneggiatura che adottano il modello “hollywoodiano”) e Billy Wilder è decisamente uno di questi. Ci sono autori (prima ancora che registi) che quando scrivono dialoghi riescono a mandare saette che fanno più male di lunghi sproloqui che girano attorno alla stessa scena, ed ancora una volta Billy Wilder è uno di questi.

Non sono mai stato un grande fan di Billy Wilder, specie quando ha realizzato commedie, ma non si può dire che Fedora 87979194_onon sia uno dei suoi lavori meglio riusciti (assieme a Il viale del tramonto (1975) sempre sul cinema, sempre con un lungo flashback, sempre con William Holden). Fedora è infatti non solo un thriller vecchio stampo (alla Hitchcock o alla Welles si direbbe, se non ci fosse la sua firma) ma è soprattutto una lunga e amara riflessione sul mondo del cinema, ed in particolar modo su quello hollywoodiano, fatto di caste di polacchi, di gente che rifiuta copioni se non ci sono grandi nomi già pronti ad interpretarli, e che mettono la bellezza (star system) avanti e il racconto (storytelling) dietro. E’ questo il gioco sottile cui il produttore Barry Detweiler (interpretato da William Holden) si sottopone, dal momento in cui per realizzare il suo prossimo film, il più amato (nonché classico quanto Anna Karenina, che egli vuole fare interpretare a Fedora) e che tutti gli stanno rifiutando.

In quella che sembra una acida e malinconica analisi del momento storico del cinema hollywoodiano, Wilder inserisce anche unasottilerisposta/rivincita allo stile, che rifiuta neorealismo e macchina a mano (cinema verità) per riprendere il fascino ancestrale che il cinema fedora-01porta con sè: la finzione (e quindi il ruolo di Fedora interpretato dalla figlia). Se ne fa carico, lanciando una sfida affiancato dallo stesso attore che lo affiancò nel successo (irripetibile?) de Il viale del tramonto. non un canto del cigno, ma la zampata di un leone.

Billy wilder sul set

Billy wilder sul set

Fedora non è una attrice, è il cinema hollywoodiano dell’età dell’oro, che non si rinnova (specie nel genere) e che muore, Fedora è il passo che Hollywood non riesce a compiere, è una strada chiusa, obbligata, che vive della propria gloria senza accettare che tutto invecchia, e che tutto deve rinnovarsi, almeno per amore. Lo spettacolo agonico della morte (il lungo funerale organizzato dalla stessa Fedora) è solo un fantasma al quale è difficile rinunciare: l’ego che il cinema hollywoodiano ha gonfiato di se stesso.

Fedora è un film di porte che si aprono verso il passato, di finestre ancora aperte dalle quali spira il sottile vento del piacere di fare cinema.

Il film non ha mai vinto nulla (ad eccezione di un Fotograma de Plata ad Atlantic City nel 1980) ma nel 1998 l’American Film Institute lo ha comunque inserito al 12° posto tra i migliori cento film statunitensi (attualmente al 16° posto).

Trama: Austria. Una donna si lancia sotto un treno e muore. Al suo funerale, un uomo racconta la storia che ha portato a quel suicidio. Lui è Barry Detweiler, un produttore americano. Grecia. Il Barry Detweiler, dopo averla cercata nelle altre residenze, finalmente riesce a trovare l’attrice che potrebbe garantirgli il finanziamento del suo prossimo film: Fedora, la donna che si è lanciata sotto il treno. Ritiratasi dalle scene già da venti anni, l’ex attrice vive segregata in una villa su un’isola irraggiungibile e super protetta. Entrare in contatto con lei è quasi impossibile, fino a che la caparbietà e la testardaggine del produttore non gli permette di farle arrivare la sceneggiatura ed essere invitato nell’inaccessibile villa. Qui Barry Detweiler conosce gli altri abitanti, tutti ospiti dell’anziana e scorbutica contessa Sobryanski. C’è un medico alcolizzato specializzato in chirurgia estetica, c’è una governante molto rigida, c’è un autista tuttofare, e c’è lei a ovviamente, Fedora, nascosta da grandi occhiali, veli e guanti bianchi. 87979002_oAll’apparenza l’attrice che tutti hanno amato sembra in crisi, con evidenti problemi psicologici, ma è frequentando meglio la villa, e soprattutto al suo funerale che il produttore conosce la vera sua vera storia e quella degli ultimi venti anni in cui di lei non si è saputo più nulla.

  1. Bel post, mi piace! 🙂

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