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L’amore vintage ai tempi di Jarmusch.

In Nicheldome on 13 gennaio 2014 at 16:22

Jrocdw6L’ultimo film di Jarmusch non è un film facile, e non che in precedenza ne avesse fatti di semplici. Only lovers left alive, uscito in pieno inverno nelle sale, ha però qualcosa in più rispetto ai precedenti lavori, che lo rende più completo da un certo punta di vista, ma anche più sfuggente ed etereo. Sarà il volto scarno, pallido e saggio di Tilda Swinton, sarà il movimento lento e trascinato di Tom Hiddleston, o di una storia che ha il ritmo di chi sa aspettare (nella vita come al cinema) e che attraverso poche battute apre a mondi profondi e dimenticati, lontani come una collezione di chitarre delle quali nessuno può più apprezzarne il suono così come la differenza dal resto.

Tilda Swinton

Tilda Swinton

E il resto che cosa è? Il resto è un mondo di esseri normali (che loro chiamano zombi), coloro che vivono il presente con troppa distanza, senza curarsi sia del passato che del futuro (l’ultima coppia, quella degli innamorati, il passaggio e la consegna di una cosa che pochi ormai riconoscono e che è semplicemente l’amore) perdendo così il contatto con il reale (quasi non esistono in una sequenza di fotogrammi spesso vuota e disabitata) ma soprattutto perdendo così nel tempo quello che è il motore della vita: l’amore.

Only lovers left alive è dunque una storia di amore tra due vampiri che hanno vissuto tutti gli anni e tutte le epoche possibili, per trovarsi sempre, come due anime gemelle. Però Only lovers left alive è anche un manifesto vintage (abiti, parole, libri, musica, pensieri) che Jarmusch propone al suo pubblico di fedelissimi, una sorta di pausa riflessiva, in alcuni momenti toccante e necessaria, in altri ludica e piacevole come un film.

Tom Hiddleston

Tom Hiddleston

Dei suoi precedenti lavori si possono rintracciare Broken flowers e Dead man, tanta buona musica (spesso composta dallo stesso Jarmusch con il suo gruppo Squrl) ma c’è anche Intervista con il vampiro (1994) di Neil Jordan e per assurdo anche un pizzico di Paolo Sorrentino e del suo main character in This must be the place (2011) interpretato i quel film da Sean Penn.

Comunque da vedere.

  1. […] Nonostante la non chiarissima la sequenza dei diversi scompartimenti del treno, Snowpiercer rimane un film godibile senza troppo spettacolo alla fine, seconda pecca di questo lavoro, avendo il regista perso più di una possibilità di dare sfogo al suo talento visivo, di chi si è fatto conoscere anche a suon di botte spettacolari, forse per dedicarsi di più al carattere ironico di alcune sequenze, la maggior parte di quelle che vedono soprattuto coinvolto il personaggio secco della signora Mason (una irriconoscibile e divertente Tilda Swinton). […]

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