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Spring Breakers: merda made in U.S.A.

In Nicheldome on 30 Mag 2013 at 17:29

Bisogna partire da un presupposto: chi scrive in questo momento ha tentato di acquistare una copia originale in vhs di Trash Humpers (2009) senza riuscirci ovviamente, perché in 24 ore erano esaurite tutte le copie. Avere un regista di riferimento però, come Harmony Korine in questo caso, non vuol dire accettare come oro colato qualsiasi suo fotogramma o ascoltare a bocca aperta qualsiasi sua fantasticheria. Nel caso di Trash Humpers c’era una filosofia quasi intangibile per i comuni filmaker o per i vecchi dinosauri della macchina da presa, un concreto rifiuto di tutto un sistema che da anni Harmony Korine stava deridendo e offendendo, che non si poteva non finanziare acquistando una delle copie messe in vendita dallo stesso regista per autofinanziarsi.

Gummo (1997)

Gummo (1997)

Con gli “scopatori di immondizia” Korine non faceva solo una provocazione sistemica, ma raccontava anche un’America ancora una volta invisibile, sempre più ai margini di quelle villette a schiera che come un tornado aveva già attraversato nel suo più alto lavoro: Gummo (1997). Poi è arrivato Spring Breakers (2013) e Korine ha alzato la posta in gioco.

Spring Breakers (2013)

Spring Breakers (2013)

Presentato nella migliore delle sedi possibili, il troiaio appunto che la Mostra del Cinema di Venezia rappresenta agli occhi dell’industria cinematografica, Spring Breakers ha da subito raccolto i favori della critica, l’entusiasmo del pubblico e l’onda del successo da Lido, per poi sparire dalle sale italiane dopo nemmeno due settimane. Perchè Spring Breakers è un vero film scorretto, su molteplici livelli.

imagesUn gruppo di “college teens” non pensa ad altro dalla mattina alla sera: divertirsi. La parola d’ordine è un mantra sussurrato, urlato, cantato e sniffato: spring breakers, un periodo di vacanza in Florida dove le icone del “beauty of America” si fondono con il massimo grado del consumismo che questo paese rappresenta e propone come massima aspirazione, tra alcol droghe e sesso, tutto diventa orgia di un piacere stonato e senza controllo, finché non arriva Alien, il rapper che Tony Montana farebbe sparire dalla faccia della terra in un secondo. Quando le quattro ragazzine incontrano Alien siamo al punto di arrivo, perché il resto è solo una caduta vorticosa verso il basso, ed il film (così come il concetto che lo sostiene) si perde, e muore di colpo, come durante una lunga camminata su un pontile illuminato di fucsia interrotta da un proiettile.

C’è tutto il meglio ed il peggio dell’America attaccata al tubo del gas: il sogno americano tutto compresso in una stanza, quella di Alien, dove profumi, armi, cocaina e abiti firmati possono essere chiamati solo in un modo, shit.

Enter the void (2009)

Enter the void (2009)

Irresistibili i primi minuti a rallenti (bisogna davvero trattenersi per non saltare sulle poltrone del cinema) si prosegue immersi nella luce al neon di Benoit Debie (lo stesso di Enter the Void (2009) di Gaspard Noé) per chiudersi forse troppo frettolosamente, come spesso  Harmony Korine completa i suoi lavori.

Sping Breakers è allora un film dal plot basico, dalla sceneggiatura semplice, che come sempre Korine riesce a riscrivere al montaggio, saldamente ancorato ad un concetto chiaro e forte, ed a poche, geniali idee visionarie, thsulle quale tutto il film si sostiene: la sequenza di rapine con il brano di Brithney Spears cantato al pianoforte da James Franco è da applausi, e non è l’unica trovata.

Spring Breakers è anche un film politico, almeno nelle sue intenzioni, dal momento in cui una delle protagoniste è l’icona delle teenager Selena Gomez, presa in prestito dal mondo fatato della Walt Disney e buttata nell’inferno concreto del sogno americano. Gli effetti di questa importante scelta di casting si vedranno solo tra qualche anno.

Look at my shit.

  1. […] diventa bravo. Solo dio perdona di N. W. Refn – Si può fare un film intero di soli rallenti. Spring Breakers di Harmony Korine – Look at my shit. Le streghe di Salem di Rob Zombie – L’orrore è […]

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  2. giustificare questo film è demenziale. Non è artistico, fa schifo.

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I commenti sono chiusi.

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