LivingCinema

1920 – 1929 // ITALIA

In Il Tempo Ritrovato on 15 aprile 2013 at 12:32
Maciste contro la Morte (1920)

Maciste contro la Morte (1920)

E’ il decennio del declino, se non produttivo, sicuramente artistico e tecnico. A contribuire a questa crisi è il fallimentare esperimento di centralizzare la produzione cinematografica in un unico trust come l’UCI, che soffoca invece il sistema cinematografico fino a questo momento caratterizzato al contrario da un vivace e dinamico policentrismo artistico e produttivo, che aveva dato la possibilità a diverse scuole (Torino e Napoli su tutte) di produrre generi abbastanza definiti quali i colossal storici (sempre più spesso con eroi alla Maciste) e film comici a base di gags. Intanto da un punto di vista politico, nel 1920 l’Italia lascia le terre occupate d’Albania e istituzionalizza l’organo della censura, sottraendolo ai funzionari della pubblica sicurezza e trasferendolo ad una commissione appositamente costituita.

1921_ L'Ordine NuovoLa chiusura della Banca Nazionale di Sconto nel 1921, che finanzia i progetti dell’UCI, contribuisce al collasso definitivo del cinema italiano. Nello stesso anno Antonio Gramsci fonda a Livorno il Partito Comunista Italiano, seguito subito dopo dal Partito Nazionale Fascista fondato da Benito Mussolini. In un paese davvero cattolico, l’amore e la passione erotica prendono i colori foschi e decadenti del dannunzianesimo [1]: uno degli uomini che più di tutti influenza questo decennio cinematografico è comunque il poeta e scrittore Gabriele D’Annunzio che contribuisce alla produzione di soggetti nazionalisti basati su immagini di uomini forti e donne fatali,e molto vicino alle idee fasciste del neonato partito di Mussolini.

Vittorio Emanuele e Benito Mussolini

Vittorio Emanuele e Benito Mussolini

Il 28 ottobre 1922 le camicie nere guidate proprio da Mussolini marciano su Roma, facendosi consegnare il governo dal re Vittorio Emanuele, con l’appoggio anche di Vaticano, Confindustria e Polizia. L’interesse del regime fascista per il cinema si mostra sin da subito con interventi strutturali a livello nazionale, e purtroppo anche per quanto riguarda le scelte artistiche. Per prima cosa il regime trasforma nel 1925 l’Istituto nazionale LUCE, nata l’anno prima da un’idea di Luigi Freddi come consorzio di privati per la produzione di film didattici, in un organo effettivo dello Stato, ma soprattutto in un ente morale.

Benito Mussolini

Benito Mussolini

Alla sua direzione è messo il barone Paolucci de’ Calboli. Saranno proprio le prodizioni dell’Istituto LUCE a trasformare Mussolini in un divo e a santificarne l’ascesa mediatica. La produzione artistica cinematografica invece tracolla: nel 1926 vengono prodotti solo 20 film, e nel 1927 solo 6. Sempre nel 1927 con la legge del 18 giugno è definitivamente politicizzata la censura, che concede l’accesso ai finanziamenti statali solo a quelle pellicole che riconoscano la causa fascista.

Antonio Gramsci

Antonio Gramsci

Nel 1928 viene arrestato, con tutto il gruppo dirigente del PCI, Antonio Gramsci, condannato a 20 anni di carcere dal Tribunale Fascista. Il triste decennio termina con il riconoscimento dello Stato del Vaticano (Patti Lateranensi firmati da Mussolini e il cardinal Gasparri), la fondazione dell’ENAC, ovvero l’Ente Nazionale per la Cinematografia, e del CCC ovvero Centro Cattolico Cinematografico.

 

 

[1]Alessandro Bertolotti. Guida al cinema erotico e porno. Casa editrice Odoya. pg. 15

Annunci
Cinema Estremo

Sex Horror Violence Weird Drama | Recensioni Film e Serie TV

Luciano Lapadula

Siamo Ciò Che Vestiamo | We Are What We Wear

ILPAESE DEI SOGNI

DOVE SE NON QUI

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: