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L’uomo dagli occhi a Raggi X (1963)

In Videodrome on 5 aprile 2013 at 13:41

L’uomo dagli occhi a raggi X – Roger Corman (U.S.A. – 1963 – 79′ col. Tit.Or. X – The man with X-ray eyes

Con: Ray Milland, Diana Van Der Vlis, Harold J. Stone, Don Rickles

Roger Corman

Roger Corman

Mai troppo distante dalle arie sue preferite, quelle gotiche, Roger Corman realizza un film di fantascienza a bassissimo costo con il più collaudato impianto del genere: scienziato folle, esperimento deleterio, redenzione e morte. Quel che lo insaporisce è ovviamente proprio quel tocco visivo gotico, scritto cioè come la visionaria lingua e allucinazione di Edgar Allan Poe (del quale Corman ha tradotto parecchi racconti sullo schermo) in una sempre claustrofobica spirale d’incubo che assieme al dottor James Xavier risucchia anche lo spettatore (in tipico stile hitchcockiano).

Edgar Allan Poe

Edgar Allan Poe

Alla normale struttura narrativa si aggiunga ovviamente la riflessione sulla vista, la visione, facoltà assoluta del cinema, e che sin dall’inizio sembra sottostare al testo narrativo, con quell’occhio che fissa lo spettatore e con quel riflesso luminoso (l’occhio di Dio cui allude il dottore nel finale) che ancora una volta riconsegna l’uomo a una posizione più umana e terrestre, da creatore a creato, da Corman al pubblico.

The Man With X-Ray Eyes

The Man With X-Ray Eyes

C’è da sottolineare che il medico Xavier non è un tipico scienziato pazzo, come il genere obbligherebbe a pensare, perché a tutti gli effetti egli ha una teoria valida che non viene, di passo in passo, o creduta o addirittura mal tradotta (per profitto). Si potrebbe affermare che nel film di Corman si forza il topos narrativo classico perché lo scienziato in realtà non si perde nel suo rapporto morboso con la scienza, ma per la mancanza di complicità nel tradurre in qualcosa di davvero efficace una scoperta che egli è suo malgrado obbligato ad usare su se stesso. Per usare un gioco di parole, L’uomo dagli occhi a raggi X offre una serie di pensieri riflessi.

Ray Milland

Si tratta in ogni modo di una posizione scomoda, che vacilla nel momento in cui lo stesso medico afferma di essere quasi vicino a Dio stesso. È lì la sua follia, ed è lì che incomincia anche la sua caduta, nel suo atto di presunzione, nella sua scelta di mettersi arbitrariamente alla pari con il creatore. Alla pari di molti film sul genere, Corman dunque apporta con L’uomo dagli occhi a raggi X una variante narrativa che comunque si riconcilia con la grande questione del secolo passato: rapporto tra vita e mistero, scienza e fede.

La zona morta (1983)

La zona morta (1983)

Una burla, lo scetticismo del regista, nella possibilità che una tale scienza permetta solo di guardare le donne svestite (cosa che accade alla festa e che poi è il vero desiderio dell’imbonitore da fiera). Il direttore della fotografia è ovviamente Floyd Crosby, accompagnatore fisso del regista, ma anche del film Tabù (1931) diretto da F. W. Murnau e Robert J. Flaherty. Si potrebbe dire che ne L’uomo dagli occhi a raggi X c’è quasi tutto il primo cinema di David Cronenberg (fino a La zona morta (1983) e Inseparabili (1988) per il rapporto fatalistico tra scienza e destino dell’umanità) e forse anche lo spunto visivo per il film Essi vivono (1988) di John Carpenter.

L'uomo dagli occhi a raggi X

L’uomo dagli occhi a raggi X

Trama: lo scienziato James Xavier ha scoperto un liquido X che applicato sugli occhi permette di vedere attraverso le cose. La scimmia sulla quale ha testato il prodotto ha dato ottimi risultati, ma è anche morta d’infarto. Nonostante questo chiaro avvertimento, il rischio di perdere i fondi della ricerca è maggiore, e spinge il dottor Xavier ad usare il liquido X su se stesso per raggiungere prima i risultati del suo esperimento. Il gesto è inutile anzi: i fondi gli sono ugualmente tagliati e per giunta, dopo aver salvato la vita ad una paziente sostituendo il medico che la doveva operare, Xavier è denunciato dallo stesso medico per pratiche illegali. Costretto a sparire per un po’, lo scienziato uccide involontariamente un suo collega facendolo precipitare dalla finestra, ed è costretto così a nascondersi in un circo dove incomincia a lavorare come mago. Il padrone del circo sente il profumo del vero business e gli apre uno studio di consultazione dal quale però Xavier fugge una volta scoperto da una collega di ricerca proprio del liquido X. Per continuare con The Man with The X Ray Eyes 1963gli esperimenti, anche perché la situazione dei suoi occhi è notevolmente peggiorata, entrambi si recando in un casino dove le loro grosse vincite attirano l’attenzione dei gestori. Costretto a fuggire ancora una volta, e dopo essere finito in un burrone, arriva in una piccola tenda dove si sta celebrando una messa e qui, convinto dal prete, lo scienziato James Xavier decide di strapparsi gli occhi.

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