LivingCinema

1920 – 1929 // GERMANIA

In Il Tempo Ritrovato on 5 aprile 2013 at 17:47
Friedrich Wilhelm Murnau

Friedrich Wilhelm Murnau

A catalizzare la maggiore attenzione artistica del paese è l’espressionismo, del quale F. W. Murnau è massimo teorico e rappresentante. Punto focale della ricerca visiva e immaginario collettivo del paese, il cinema tedesco di questo decennio non è sostenuto solo da questo, ma quasi: già dalla fine del decennio precedente fino al 1924 il paese si concentra anche nella produzione di film storici, spesso ripetitivi sia nella messa in scena che nella scrittura visiva, influenzati in maniera minore dai peplum italiani, e che costituiscono tutti insieme un genere cinematografico ben distinto in questo paese come il Kostumfilm.

Nosferatu (1922)

Nosferatu (1922)

Approfondendo la corrente espressionista invece: L’ultimo uomo (1924) di F. W. Murnau è considerato il film chetumblr_mzxpqzYB1h1skggp0o1_500 più di tutti riesce a convivere con il rispetto delle convenzioni del realismo cinematografico, anche se è con la figura stilizzata di Nosferatu il vampiro (1922) che il regista influenza l’immaginario cinematografico mondiale, riuscendo a concentrare più tardi la sua migliore espressione artistica nel film I Nibelunghi (1924) ed immediatamente dopo in Faust (1925) dove la plasticità ottenuta dal lavoro dell’operatore supera per la prima volta quella della scenografia nel lungo dialogo che l’espressionismo ha instaurato con questo reparto del cinema.

Lupu Pick

Lupu Pick

È grazie soprattutto alla ricerca effettuata da Murnau dunque che nella considerevole produzione di film espressionisti può rientrare anche una pellicola che ricorre ad una messa in scena più realistica come Sylvester (1923) di Lupu Pick. Per far meglio capire la differenza tra le due correnti, quella del realismo e quella dell’espressionismo, è molto esplicito un paragone scritto dal critico francese Jean Mitry: per lo storico del cinema Lupu Pick costruisce dei simboli che traduce in immagini mentre Murnau utilizza delle immagini che trasforma in simboli [1].

L’anno dopo il film di Lupu Pick esce un altro capolavoro di Murnau, L’ultima risata (1924), seguito da Varieté (1925) di Ewald Andrè Dupont che realizza per primo una inquadratura come se fosse vista dall’attore, in pesudosoggettiva, ponendo la macchina da presa sopra la sua spalla. Il miglior esempio di cinema surreale di un cineasta di questo paese è Vormittagsspuk – Fantasmi del mattino (1927) di Hans Richter.

Metropolis (1927)

Metropolis (1927)

Un altro importante autore che incomincia e trova spazio proprio nella corrente dell’espressionismo è Fritz Lang (viennese di origine, ed architetto di formazione) che raggiunge una immediata fama mondiale con il colossal fantascientifico Metropolis (1927). È con questi autori soprattutto, Murnau e Lang, che l’espressionismo tedesco raggiunge le più alte espressioni teoriche e pratiche.

Adolf Hitler

Adolf Hitler

È grazie a questa scuola di pensiero così radicata nel primo cinema tedesco che la cultura artistica di questo paese riesce a imporsi all’attenzione dei mercati cinematografici mondiali, per le sperimentazioni estetiche e narrative del cinematografo, visive e visionarie, per la forza con la quale si è riusciti ad espandere i livelli di rappresentazione dell’immagine, contribuendo all’evoluzione del linguaggio stesso del cinema. Entrambi i registi, Lang e Murnau, saranno chiamati poi a lavorare negli Stati Uniti (o costretti ad andarvi a causa dell’ascesa del partito di Adolf Hitler).

images

Il viaggio di Mamma Krause verso la felicità (1929)

Tra il 1927 e il 1929 (la crisi che travolge Weimar permette l’avanzata minacciosa del nazismo) in un periodo d’improvviso benessere i cineasti si avvicinano di più alla lotta sociale: Il viaggio di Mamma Krause verso la felicità (1929) di Piel Jutzi ne è il più alto risultato. L’anno prima invece il film Sesso incatenato (1928) di Wilhelm Dieterle denunciava la condizione sessuale dei carcerati, mentre il film pornografico Messe noire (1928) segna il cinema pornografico tedesco caratterizzato dal gusto kitsch e sadomaso. L’ultima femme fatale del cinema muto è Louise Brooks, ex ballerina delle Ziegfeld Follies, giunta a Berlino per interpretare Lulù – Il vaso di Pandora (1929) diretto da Georg Wilhelm Pabst [2].


[1] Jean Mitry. Storia del cinema sperimentale. CLUEB

[2] Guida al cinema erotico e porno. Alessandro Bertolotti. Casa editrice Odoya. pg. 40

Annunci
  1. […] appestata) e le caratteristiche abbondanti di personaggi estremi quali Knock e Orlok, il regista Friedrich W. Murnau sostiene un complesso ed angosciante ambiente metacittadino che trasuda morte e disperazione fin […]

    Mi piace

  2. […] regista Hans Richter realizza Dreams that money can buy (1947), pellicola considerata come il primo vero esempio di […]

    Mi piace

I commenti sono chiusi.

Cinema Estremo

Sex Horror Violence Weird Drama | Recensioni Film e Serie TV

Luciano Lapadula

Siamo Ciò Che Vestiamo | We Are What We Wear

ILPAESE DEI SOGNI

DOVE SE NON QUI

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: