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La resurrezione di Jesus

In DropOut on 3 aprile 2013 at 15:17

Con fatidica coincidenza, in una settimana da necrologi importanti quali i cantautori italiani Enzo Jannacci e Franco Califano, il terzo giorno dopo la Pasqua si aggiunge alla lista un altro Franco, Jesus Franco, e non poteva non essere così.

Sadomania

Sadomania (1981)

Regista da considerarsi apolide sebbene di chiare origini spagnole, Jesus ha saputo navigare nel cinema di genere fino all’ultimo momento, mettendo la sua firma su quasi 200 pellicole, a volte originali e sorprendenti, spesso e volentieri lo stesso film montato diversamente. Incompreso dagli intellettuali, spesso accusato di misoginia, Jess in realtà è tra i registi di formazione “gotica” che più di tutti ha compreso e sviluppato il fascino erotico del vampirismo, mettendo da parte il lato macabro per esaltarne quello morboso, senza tralasciare incursioni in altri generi sicuramente preziose per il cinema spagnolo.

Gritos en la noche (1962)

Gritos en la noche (1962)

Capace infatti di realizzare film di genere dalla mattina alla sera, dal tramonto all’alba, Jesus Franco (conosciuto anche come Jess e decine di altri nomi di servizio) ad inizio carriera è stato ad un passo dal grande cinema (una breve collaborazione al montaggio con Orson Welles) per poi scegliere la più libera via dei Bmovies. Tra tutti i suoi colleghi di genere, nel dosaggio dell’ingrediente sexy è stato sicuramente quello più elegante e sperimentale (sebbene la maggior parte delle sue pellicole godesse di extra più piccanti a differenza dei mercati di distribuzione).

Tra coproduzioni azzardate in tipico stile anni settanta, lotterie di natale vinte e spese in filmetti lesbo vampireschi, e il matrimonio, soprattutto, con la sua attrice musa Lina Romay, Jesus Franco è riuscito per oltre cinquanta anni a dar vita ad un immaginario orrorifico transnazionale fatto di cloni e sprazzi di originalità, nemmeno sempre citati (come nel caso del recente La pelle che abito (2011) di Pedro Almodovar, in qualche modo debitore di un filone come quello del beauty and revenge che Franco ha ben scandagliato).

Un regista che forse mancherà a pochi, ma che ha dato tanto (e in alcuni casi sicuramente “anche troppo”).

A seguire un piccolo ma doveroso omaggio al re del bmovie spagnolo, che ha azzardato ed inventato il sottofilone sexy del genere vampiresco, cui al suo nome rimarrà per sempre legato.

El diabolical dr. Z

El diabolical dr. Z

Titolo: Miss Muerte (1966)

Note: in realtà il titolo originale è meno pruriginoso, Diabolical Doctor Z., ma le aspirazioni sexy sono già molto evidenti.

99 donne

99 Donne

Titolo: 99 donne (1969)

Note: Girato “all’italiana”, introduce in Spagna il genere WIP (Woman In Prison) ripetendolo poi in decine di varianti.

justine

Justine

Titolo: Justine (1969)

Note: Ispirato al racconto di De Sade, con una giovanissima Romina Powell e soprattutto Henry Silva e Klaus Kinski.

Un caldo corpo di femmina

Un caldo corpo di femmina

Titolo: Un caldo corpo di femmina (1973)

Note: interpretato dalla sua futura compagna Lina Romay, forse uno dei titoli più famosi del regista spagnolo (distribuzione internazionale come Female Vampire) dopo il più estetico Vampyros Lesbos (1971) interpretato invece da Soledad Miranda.

Barbed Wire Dolls

Barbed Wire Dolls

Titolo: Penitenziario femminile per reati sessuali (1976)

Nota: ennesima variante del genere WIP, distribuito in Italia anche con il titolo Una secondina in un penitenziario femminile.

Rossa Venezia

Rossa Venezia

Titolo: Rossa Venezia (2003) di Andreas Bethmann

Note: Film horror/porno (genere al quale Jesus ha contribuito nella stessa misura dell’italiano Aristide “Joe D’amato” Massaccesi) nel quale Jesus e Lina compaiono come attori. Tristissimo.

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