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Magic Mike: l’America secondo Soderbergh.

In Nicheldome on 16 ottobre 2012 at 22:42

A scorrere la sua filmografia, non c’era che da aspettarselo. Prima o poi il regista di Atlanta sarebbe passato anche per la commedia sentimentale, avendo fatto incursione in qualsiasi genere, e come sempre a modo suo.

Non siamo per nulla in una fabbrica di bambole come in Bubble (2005) eppure siamo nello stesso discorso. Siamo nel mondo notturno dello spogliarello maschile, a Tampa, dove un locale fa il pienone ogni sera, e dove Magic Mike si esibisce per fare soldi, e perché ha un sogno. Assieme a questo lavoro, che è la sua fonte massima di guadagno, Mike associa tanti altri piccoli lavoretti, sempre per far soldi, e sempre perché Mike ha un songo. Durante uno di questi lavoretti conosce Adam, e lo introduce nel mondo notturno di Tampa facendolo diventare una star del palcoscenico votato all’ebbrezza femminile. Magic Mike è il più talentuoso dell’intero corpo di spogliarellisti, è l’idolo del pubblico, è Magic Mike, uno che fa tutto questo perché in realtà ha un altro sogno: mettersi in proprio, fare l’imprenditore di se stesso, aprire una società e vendere mobili riciclati, pezzi unici, fatti dalle sue stesse mani. Magic Mike si vende, per questo, tutto il giorno. Poi conosce Brooke, la sorella di Adam.

Con il tono della commedia romantica, con una sceneggiatura basica ma di ricca sostanza, Steven Soderbergh fotografa un’America in ginocchio votata ancora all’ebbrezza, una società che dell’individuo ha comprato tutto senza offrire nulla in cambio se non ostacoli (banche e lavoro nero), e che vive ancora di falsi miti come l’ennesimo viaggio a Miami (dove il proprietario del locale ha deciso di trasferire tutti) e che sa tanto di sogno già visto, di per sé dunque messo in discussione.

Magic Mike non è mai l’ascesa e la caduta di uno spogliarellista, né la storia di un’amicizia, né tanto meno una storia d’amore, Magic Mike è una piccola indagine di mercato, un’istantanea di questi anni.

Una storia vera, ispirata al vissuto del protagonista, un sorprendente Channing Tatum, spogliarellista professionista dall’età di 19 anni.

  1. […] di Steven Soderbergh funziona, e piace. Ancora una volta infatti al pubblico piace sentirsi raccontare l’altra America, e il fatto che ci fosse lui dietro il progetto (e la regia) e che il protagonista principale […]

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  2. […] regista. Killer Joe di William Friedkin – Non c’è età per mettere il pollo in bocca a tutti. Magic Mike di Steven Soderbergh – In America vendi tutto e non compri niente. No di Pablo Larrain – Ogni […]

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