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1910 – 1919 // U.S.A.

In Il Tempo Ritrovato on 19 dicembre 2011 at 19:11

Il primo grande kolossal d’animazione è Little Nemo (1911) di J. Stuart BlacktonWinsor McCay che realizza un film con oltre 10.000 immagini [1]. Nello stesso anno è fondato il primo studio sul Sunset Boulevard che sancisce la nascita effettiva di Hollywood in risposta alle case di produzione istallate nella zona di New York (anche se qualcuno in precedenza aveva già girato qualche pellicola in California). Sulla rivista The moving picture world, nel 1911, compare per la prima volta il termine sceneggiatore in un articolo firmato da Epes W. Sargent. Nel 1912 il produttore Adolf Zukor ed il regista E. S. Porter (assieme ad altri) fondano la casa di produzione Famous Players Film Company, nello stesso anno in cui vengono realizzati il primo film su Cristoforo Colombo e la scoperta dell’America, Coming of Columbus (1912) di William N. Selig, e il primo prototipo del genere gangster: The musketeers of Pig Alley (1912) di David W. Griffith. È verso la metà del decennio che per la prima volta compare durante la proiezione il cartello directed by che consegna un primo riconoscimento alla figura del regista, ancora però non del tutto istituzionalizzata. La prima storia del cinema è comunque un dantesco girone sostenuto da brevetti, diritti e case di produzione, tanto che al monopolio della casa di produzione Edison è costretta a rispondere l’organizzazione diffusa degli autori indipendenti che alla fine dà vita alla ricca casa di produzione Mutual. È solo dopo l’arrivo a questa casa di produzione, infatti, che il regista David Wark Griffith, non proprio alle prime armi, realizza a quello che ancora oggi è riconosciuto come un (discutibile) caposaldo del cinema classico, Nascita di una nazione (1915) film nel quale egli introduce e sperimenta i principali elementi della grammatica cinematografica, fondamentalmente non utilizzando più solo i punti visivi del proscenio, ma avvicinandosi ulteriormente agli attori, e facendo entrare il pubblico nella storia. A questo va aggiunto l’importanza del montaggio cui egli stesso in un certo senso fa da padre, introducendo il concetto di ritmo narrativo delle immagini, e confermando che la durata delle inquadrature influisce direttamente sull’effetto drammatico del racconto, studio che in realtà ha già sperimentato nel precedente film The avening coscience (1914), anche se non con gli stessi risultati. L’importanza dei lavori di D. W. Griffith non è però solo quella di aver introdotto nel linguaggio cinematografico il montaggio parallelo, ma anche quello di aver scomposto un quadro in altri piccoli altri quadri, creando cioè narrazione anche all’interno di una singola scena, valorizzando così l’inquadratura come elemento di scrittura. A partire proprio dal 1914 poi, diventa abitudine utilizzare il continuity script, la scaletta numerata della sceneggiatura, che permette un più scorrevole controllo delle riprese poiché è più facile costituirne dei blocchi per i diversi set. Il romanzo di Tillie (1914) di Mack Sennett, con l’attore Charles Chaplin, è considerato il primo lungometraggio comico del cinema di questo paese. In questo genere però, i grandi comici come Buster Keaton, Charles Chaplin o Larry Semon (in Italia conosciuto come Ridolini), devono crearsi un personaggio originale per uscire dal circuito anonimo delle diffuse gags proiettate un po’ in tutti i circuiti del cinematografo. Nel 1915, oltre a circolare forse il primo prodotto hard, A free ride (1915) di tale A. Wise Guy (pseudonimo), nasce la casa di produzione Triangle Film Corporation, costituita dai registi Griffith, Ince e Sennett. Altri autori del calibro di Ceil B. De Mille e Charles Chaplin, approdano alla stessa casa di produzione che man mano trae spunto ed aggiorna i diversi filoni europei: la sessualità e le donne fatali danesi o la rappresentazione storica dei colossal italiani sono infatti i caratteri più incisivi di questo periodo. Coincidenza vuole che sempre nel 1915 viene istituita a New York la National Board of review, il più grande organo censore cinematografico di questo paese. Per controllare questo rapporto gli Stati Uniti reagiscono boicottando le importazioni di pellicole straniere a partire dalla metà del decennio.

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Theda Bara

È anche l’anno in cui fa il suo esordio sullo schermo l’attrice Theda Bara con il film La vampira (1915) di Frank Powell, pellicola che le permetterà di diventare la più importante icona vamp del cinema muto americano.

Giunto invece alla fine del 1913 a New York, l’attore italiano nato a Castellaneta (in provincia di Taranto), Rodolfo Valentino, intraprende in

Rodolfo Valentino

Rodolfo Valentino

questo paese una carriera cinematografica che lo vede in breve tempo diventare simbolo latin lover per eccellenza, contribuendo al grande successo del modello di star system americano (anche se il suo esordio al cinema è in realtà una semplice comparsata nel film Alimonia (1917) di Emmett J. Flynn).

Il governo statunitense comprende ovviamente il potenziale del cinema come medium di massa così come l’amministrazione del presidente Woodrow Wilson ne comprende soprattutto l’uso a livello di formazione del pensiero delle masse, tanto che per convincere il popolo ad accettare di partecipare alla Guerra Mondiale importa principalmente documentari bellici girati in Europa, ottenendo anche che Hollywood, dal 1917 al 1919, sforni quasi venti film al mese di carattere propagandistico [2]. Il 5 aprile 1917 infatti il paese dichiara guerra alla Germania e all’Austria, spaventato soprattutto dall’interruzione marittima dei collegamenti economici e commerciali con l’Inghilterra. In questo finale di decennio il regista King Vidor e l’attore Buster Keaton escono dall’anonimato e mentre David W. Griffith gira il primo vero melò americano: Il giglio infranto (1919) nello stesso anno in cui il regista, assieme a Charles S. Chaplin (Charlot), Mary Pickford e Douglas Fairbanks fonda la casa di produzione United Artists.


[1] Massimo Moscati. Breve storia del cinema. Bompiani

[2] Matteo Sanfilippo. Historic Park. La storia e il cinema. Elleu.

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