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1910 – 1919 // U.R.S.S.

In Il Tempo Ritrovato on 19 dicembre 2011 at 23:32

Tra i pionieri del cinema sicuramente Wladyslaw Starewicz che esordisce con Strekoza i muravel (1913) sorta di Méliès del cinema russo, che nello stesso anno realizza anche Noch’ pered rozhdestvom tratto da un racconto di Gogol ed interpretato dall’attore Ivan Mozzhukhin. Intanto il cinema come espressione, Il cinema, in anticipo sulla rivoluzione, comincia ad essere da subito inteso come strumento per diffondere la realtà del paese a quegli strati sociali che non hanno capacità di lettura tanto che Vladimir Majakovskij, poeta futurista, spinge proprio in direzione del passaggio dal teatro al cinema, contribuendo alla realizzazione del primo film legato alla sua corrente artistica Dramma nel cabaret futurista n.13 (1913) diretto da Vladimir Kasjanov. Tra i migliori precursori del cinema, in questo decennio, anche Geo Bauer che realizza il film Zhizn v smerti – La vita e la morte (1914), rifuggendo l’eclettismo architettonico futurista e rifacendosi invece ad una passionalità narrativa barocca. Egli è soprattutto il primo vero teorico del cinema russo. Dopo il primato delle produzioni francesi s’impone finalmente sul mercato la casa di produzione russa Khnjonkov (fondata però da due distributori tedeschi) che si specializza in un particolare saccheggio delle opere d’autori nazionali quali principalmente Tolstoj e Cechov. Intanto, il 31 luglio 1914 il paese scende in campo nella Prima Guerra Mondiale al fianco della Serbia, attaccata dall’Austria. Tra gli autori migliori di cinema durante il conflitto mondiali si distingue Vsevolod Meyerhold, teorico della luce che anticipa alcune regole dell’espressionismo nella pellicola Portret Dorjana Graya – Il ritratto di Dorian Gray (1915).  Grazie alle influenze del suo Studio d’Essai ed a quelle del movimento teatrale Specchio curvo, un gruppo di cineasti nel 1916 dà vita al movimento cinematografico L’obiettivo curvo. Per fortuna lo zar Nicola II avverte troppo tardi la pericolosità del nuovo linguaggio d’espressione e non riuscendo a gestire il libero carattere avanguardista e rivoluzionario che caratterizza tutta la produzione del 1917. Nell’ottobre di quest’anno, infatti, il paese si vede costretto a ritirarsi dal conflitto mondiale per disordini interni che attraverso la Rivoluzione di febbraio portano alla caduta dello stato zarista ed alla nascita di un nuovo stato di soviet guidato da Lenin dopo la Rivoluzione d’Ottobre, quando viene anche fondata a Mosca la Scuola d’Arte cinematografica, la prima al mondo, per volere dello stesso Lenin che riconosce immediatamente al cinema non solo il suo valore artistico, ma soprattutto un utilizzo di controllo delle masse e di promotore del passaggio dalla fase agricola a quell’industriale. È, infatti, in questo stesso anno che inizia l’esperienza della Kinonedelja (Cinesettimana), del cinegiornale informativo. Con il Decreto di nazionalizzazione del 27 agosto 1919, sottoscritto dallo stesso Lenin, l’intera produzione cinematografica russa è nazionalizzata: si concentra nelle mani dello stato e nasce così il cinema sovietico, da questo momento in poi sottoposto al controllo e giudizio del Commissariato per l’Istruzione. I primi cineasti si specializzano dunque soprattutto nella realizzazione di documentari di propaganda che permetteranno almeno di migliorare tecniche di ripresa e fotografia, in una continua ricerca di assoluto realismo. A queste produzioni si affiancano ovviamente anche film di vera e propria propaganda ed agitazione popolare. Quando la situazione si consoliderà, si passerà alla semplice predica del realismo cinematografico.

  1. Veloce e sintetica disamina degli albori di un cinema (quello sovietico) che sarebbe poi passato dalla ‘maniera’ del realismo socialista (pur con vette di raffinata perizia tecnica) alla produzione del disgelo brezneviano con autori di media e alta caratura e con la trasposizione dello spirito elegiaco della Grande Madre Russia nello solco di una produzione le cui cifre estetiche fondamentali sono una strenua propensione al simbolismo ed alla poetica intimista.

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